Poesie per un anno 140 – Gabriele Galloni

di Francesco Paolo Memmo

 

Gabriele Galloni (9 giugno 1995 – 7 settembre 2020), romano, è un altro poeta che se ne è andato troppo presto.

Ci restano di lui, tutte pubblicate in un arco brevissimo di anni, le raccolte «Slittamenti» (Augh!, 2017), «In che luce cadranno» (RP, 2018), «Creatura breve» (Ensemble, 2018), «L’estate del mondo» (Marco Saya, 2019) e la postuma «La luna sulle case popolari» (ChiPiùNeArt Edizioni, 2021).

Tutte sono ora comprese nel volume «Sulla riva dei corpi e delle anime» (Crocetti, 2023), con una introduzione di Alessandro Moscè che ripercorre l’opera intera del giovane poeta individuando ne «L’estate del mondo», da cui traggo la poesia che qui pubblico, il suo libro più compiuto.

Sempre con un «andamento anti-orfico», consapevole sia della lezione di Saba (la «poesia onesta») che di quella di Luzi («il suo sentimento del luogo»), il discorso di Galloni «è edificato nella quotidiana emotività, nel vasto repertorio di sentimenti acerbi, contrastanti, negli scenari geografici laziali, in uno scambio di pensieri fuggevoli come gli amori, non autoindulgenti, ma riproposti con struggente nostalgia».