Poesie per un anno 137 – Fosco Maraini

di Francesco Paolo Memmo

 

Con «Gnòsi delle Fànfole» (1994, ma una prima e più ridotta edizione fuori commercio, col titolo «Le Fànfole», è del 1966) Fosco Maraini (15 novembre 1912 – 8 giugno 2004) inventa la «poesia metasemantica» (la definizione è sua).

Ne offro un esempio diverso da quello, reso celebre da una straordinaria interpretazione di Gigi Proietti, della poesia intitolata «Il lonfo».

Una nuova edizione di «Gnòsi delle Fànfole», con introduzione di Toni Maraini, è stata pubblicata da La nave di Teseo nel 2019.

Nella poesia metasemantica, spiega opportunamente Maraini, «significati e parole non sono tutti univoci, cioè lessicalmente definiti e condivisibili come assegnatigli da dizionari e vocabolari. E questo, al primo approccio rende i testi astrusi ed enigmatici. Eppure, a leggere e rileggere, o a recitare, le fànfole ad alta voce, o anche a cantarle – come auspicava mio padre nel suo preambolo, scrive Toni Maraini – ecco dispiegarsi un insieme di suggestioni, sollecitazioni, riflessioni e narrazioni che pur travalicando il lessico comune si rivelano linguaggio comunicante».

Lo stesso autore, nella Premessa, dichiara: «Il linguaggio comune, salvo rari casi, mira ai significati univoci, puntuali, a centratura precisa. Nel linguaggio metasemantico invece le parole non infilano le cose come frecce, ma le sfiorano come piume, o colpi di brezza, o raggi di sole, dando luogo a molteplici diffrazioni, a richiami armonici, a cromatismi polivalenti, a fenomeni di fecondazione secondaria, a improvvise moltiplicazioni catalitiche nei duomi del pensiero, dei moti più segreti. […] Nella poesia metasemantica il lettore deve contribuire con un massiccio intervento personale. La crasi non è data dall’incontro con un oggetto, bensì, piuttosto, dal tuffo in un evento. Il lettore non diventa solo azionista del poetificio, ma entra subito a far parte del consiglio di gestione e deve lui, anche, provvedere alla produzione del brivido lirico. L’autore più che scrivere, propone. Se è riuscito nel suo intento, può dire di aver offerto un trampolino, nulla più».