Poesie per un anno 129 – Lucio Piccolo

di Francesco Paolo Memmo

 

Lucio Piccolo (27 ottobre 1901 – 26 maggio 1969): siciliano, barocco, visionario, enigmatico, onirico, simbolista, metafisico, capace di vertiginose astrazioni.

Fu Eugenio Montale il primo ad intuire la forza di questo poeta così diverso da tutti gli altri suoi contemporanei: «il fatto è che mi colpì in queste liriche un afflato, un raptus che mi facevano pensare alle migliori pagine di Dino Campana. Il lessico è spesso ricercato, ma la parola ha poco peso, l’armonia è quella di un moderno compositore politonale».

I suoi libri di versi: «Canti barocchi e altre liriche», con prefazione di Eugenio Montale da cui ho tratto la precedente citazione (Mondadori, 1956); «Gioco a nascondere» (ivi, 1960); «Plumelia» (All’Insegna del Pesce d’Oro, 1967).

Varie pubblicazioni postume contengono poesie inedite: si vedano soprattutto «La seta» (ivi, 1984) e «Il raggio verde» (ivi, 1993).