Maurizio Di Palma è nato il 13 marzo 1969 a Roma dove vive e lavora. Dalla prima giovinezza coltiva la scrittura in versi e le passioni per la lettura, la musica, la pittura, il teatro e il cinema come strumenti di conoscenza e di crescita umana e spirituale.
Ha pubblicato: “Architetto incantato” (Edizioni TSE, 1997), “È caduto uno spillo” (Nicola Calabria Editore, 2002), “La pazzia di marzo” (Edizioni Montedit, 2003), “A mani nude” (Edizioni Montedit, 2004), “Tra un treno e l’altro” (Edizioni Progetto Cultura, 2006), “Il peso dell’apparenza” (Edizioni Progetto Cultura, 2009), “Il piombo e la piuma” (Edizioni Progetto Cultura, 2014).
Nel 2004 ha esordito come autore di aforismi (“L’albero degli aforismi” Edizione Lietocolle).
La sua poesia nasce dall’osservazione e dal vissuto quotidiano; lo stile originale cede-a tratti all’aforisma. La fantasia costruisce giochi di parole- riduce, seduce, induce…– che celano un pensiero tutt’altro che banale- …soltanto il sonno/ può pacificare/ il mondo.- dove sonno non è certamente astrazione o fuga, ma quiete, pace e insieme elaborazione del vissuto in vista di un nuovo giorno. Non manca il tema del “viaggio” metaforicamente espresso e contenuto dalla quotidianità (il viaggio in metropolitana, di tutti i giorni, forse ripetitivo); ma anche qui colpisce non solo il sogno “assurdo” di andare “oltre” i doveri e gli obblighi. Non manca neppure una garbata satira sulla Metropolitana di Roma – l’Autore ben conosce!- che non “arriva” mai e non si completa mai!
POESIE
L’inverno ci riduce
alla soglia del risveglio
dove la vita e la violenza
appaiono indivisibili
ci seduce a dimenticare
di vivere
per meritare
il ricordo …
l’inverno c’ induce a sentire
nel corpo
il peso
del passato
ci conduce a pensare
che soltanto il sonno
può pacificare
il mondo.
……
Aspettare sulla banchina
l’arrivo della metropolitana
e non oltrepassare
la linea gialla di sicurezza …
agevolare
l’uscita dei passeggeri
e fare attenzione allo spazio
tra treno e banchina …
sorreggersi
agli appositi sostegni
e occupare
un posto a sedere …
chiudere gli occhi
e immaginare assurdamente
di arrivare con la metropolitana
dove la metropolitana non arriva.