Parole sospese di Manuela Mazzola

Recensione e scelta di poesie di Maurizio Rossi

 

“E quelle parole/ rimaste inascoltate,/ viaggiano ancora./ Sono come mattoni./ Ti tengono ancorata al passato.”

Parrebbe una contraddizione che le parole siano sospese e nello stesso tempo siano àncore della memoria e dei ricordi, se l’autrice non aggiungesse quell’inascoltate a sospese: dunque, le parole restano tali finché non si compie l’atto iniziato con il pensiero e con la verbalizzazione. L’ascolto è la ragione e il fine del parlare, di quel processo che diciamo “comunicazione” cioè azione che unisce due persone attraverso la parola; contrario della “incomunicabilità” – inabilità, incapacità di unire, sempre più diffusa, nonostante oggi siamo “in rete” col mondo intero.

Le parole viaggiano attraverso il tempo per raccontare, a chi le lascia decantare e le ascolta – una storia, attraverso frammenti poetici, dal “Sei venuta al mondo sola…” al “Ti porto con me/ come un libro,/ al bisogno/ ne saggio una pagina.” la solitudine di una vita non viene annullata, ma riscattata attraverso la metafora del libro, composto di pagine – mesi e giorni – che mostrano parole – voci – e spazi vuoti di silenzio.

La Mazzola compone una poesia lineare, quasi scarna, priva di ciò che può fuorviare: perciò il pensiero di chi legge viene accolto e stimolato, senza che avvenga, da parte di nessuno, un’appropriazione gelosa delle “parole sospese”

“Seduta sui gradini,/ attendevi il futuro/ che sentivi fuggire/ in una bolla di sapone.” il presente e la speranza dell’attesa, il futuro che diviene passato nella dimensione di un attimo di tempo, impalpabile ma affascinante come una bolla di sapone lo è per una bambina: ecco una sintesi efficacissima in pochi versi.

Ma quando restano sospese, inascoltate, “inutili” fanno male “Parole sospese/ bruciano nella gola/ e come carta abrasiva/ grattano via/ la voglia di parlare.” o si perdono, perché ciò che dovrebbe unire, fugge via “Quando la voce /fugge tra le labbra, /è come vivere  /una vita incompiuta.” Fino a che viene il tempo in cui memoria e attesa scandiscono le giornate e lo specchio è la sola testimonianza del tempo presente e della solitudine.

Allora l’Autrice diviene testimone di un Tu che vive il tempo dei ricordi, delle notti in cui “Gli occhi si chiudono/ e nella mente si aprono / le porte del tempo”; ed è strano, ma reale, che le porte del tempo non svelino ragioni o significati cercati per tutta una vita, ma solo malinconie in immagini, suoni o colori; e si desidera che “la notte sia eterna/ per riposare finalmente bene”.

Cosa resta a chi sta seduta sulla sedia con le mani in grembo e lo sguardo nel vuoto? Che differenza c’è con chi lascia viaggiare nell’aria parole o le traccia su un foglio di carta?

Ciò che conta, mi sembra dica questa raccolta della Mazzola, è non lasciare sospese le parole, i significati, i messaggi d’una esistenza, ma raccoglierli e accoglierli,  perché, compiuto il viaggio, possano giungere finalmente a chi sono destinate.

 

 

Mi hai lasciato camminare

tra montagne di libri.

Pagina dopo pagina

ho costruito la mia vita,

giocando con i versi.

Ora le gambe sono pesanti,

ma le mani creano,

inventando storie

che lasciano una scia

che porta alla libertà.

 

…………

 

Poche parole.

Perché hanno un peso

che sprigiona troppo dolore.

Insostenibile.

Più facile che rimangano sospese.

Prima o poi arriverà una risposta.

 

………………

 

 

Se quelle parole,

rimaste sospese,

fossero state pronunciate,

magari, oggi,

ti sentiresti più leggera.

Probabilmente

gli alberi di mimosa

sarebbero ancora in fiore

e la rosa bianca

non sarebbe morta.

Forse.

 

 

Manuela Mazzola, Parole sospese, Ed. Il Convivio, Castiglione di Sicilia (CT) 2021

 

Manuela Mazzola nasce a Roma nel 1972 e risiede a Pomezia (RM). Ha conseguito il diploma di Maturità magistrale e si è laureata con Lode in Lettere, indirizzo antropologico, a La Sapienza di Roma. Ha insegnato materie letterarie presso scuole private e paritarie nella provincia di Roma e svolto l’attività di tutor per ragazzi e bambini con problemi cognitivi e di apprendimento. Ha pubblicato alcune sue poesie in antologie di settore; la silloge “Sensazioni di una fanciulla” nel dicembre 2019; “Sensazioni di una fanciulla – parte seconda” nel settembre 2020; la silloge “Frammenti di vita” nel 2020. Attualmente collabora con diverse riviste letterarie, pubblicando recensioni, articoli, poesie e racconti: “Pomezia-Notizie”, “Il Convivio”, “The world poets quarterly”, rivista cinese facente parte de “The international poetry translation and research centre greek academy of arts and letters”; “Il Pontino Nuovo”; “L’Eracliano” periodico dell’Accademia Collegio de’ Nobili e “L’Attualità” .