[FEBBRAIO 2024] Nu munne, ju recuorde, le parole (Un mondo, il ricordo, le parole), di Pietro Civitareale, poesie in dialetto abruzzese 1957-2023, (Roma, Edizioni Cofine, 2024), pp. 256, euro 18,00.
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IL LIBRO
I testi poetici in dialetto contenuti in questo libro sono sostanzialmente legati alla permanenza dell’Autore a Vittorito (AQ) dove è nato e vissuto fino al 1960, cioè fino a ventisei anni, un’età in cui si adulti e intellettualmente ed emotivamente caratterizzati.
I loro contenuti rispecchiano, quasi in modo esclusivo, l’ambiente, i modi di essere, le caratteristiche di una realtà che, a distanza di oltre sessant’anni, è ancora parte integrante della personalità e dell’esistenza del poeta.
Nel libro sono riunite tutte le sillogi in dialetto, dal 1957 al 2023, tranne Quasce na storie (2022) di cui viene recuperata una parte di poesie confluite, con altre composte nell’ultimo decennio, nella raccolta inedita A cunte fétte, pubblicata nella parte conclusiva del volume, che è corredato da opportune Note bibliografiche in grado di rendere più consapevole e motivato l’approccio del lettore.
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L’AUTORE
Pietro Civitareale è nato a Vittorito (AQ) nel 1934. Nel 1960, per motivi di lavoro, si trasferisce ad Alessandria e nel 1962 a Firenze, dove tuttora risiede.
Tra le sue raccolte di poesia ricordiamo: Un’altra vita (1968), Hobgoblin (1975), Un modo di essere (1983), Come nu suonne (1984), Il fumo degli anni (1989), Altre evidenze (1991), Solitudine delle parole (1995), Le miele de ju mmiérne (1998), Ombre disegnate (2001), Mitografie e altro (2008), Ju core, ju munne, le parole (2013), Cartografie di un visionario (2014), Préime che ve’ le schìure (2019), Di un’altra luce (2021), Quasce na storie (2022).
Come critico è autore di due monografie sull’opera poetica di Carlo Betocchi, del saggio Voci femminili della poesia del Novecento e oltre e delle raccolte di scritti critici: Poeti in romagnolo del secondo Novecento (2005), La dialettalità negata (2009), Poeti delle altre lingue (2011), Poeti nei dialetti d’Italia (2023); ha curato l’antologia Poeti in romagnolo del Novecento (2006) e la monografia Vittorio Clemente. Una vita per la poesia (2017). Nel 2020 ha pubblicato il volume di saggi Letteratura e dintorni e nel 2022 Poesia e poeti del Novecento e oltre. Come narratore ha pubblicato Paesaggio con figure (2009), L’angelo di Klee (2009), Da questa parte del mondo (2012), D’amore e d’altro (2017), Storie di altri tempi (2020), Dove comincia il cielo (2021), Pen- sieri anacronistici (2023).
Come traduttore, ha curato un’antologia delle poesie di Pessoa, L’enigma e le maschere, un’edizione parziale delle Novelle esemplari di Cervantes, l’antologia Poeti catalani del XX secolo, l’antologia di poeti italiani contemporanei La narración del desengaño (Madrid, 1984) e l’antologia Cile, poesia della resistenza e dell’esilio (1985).
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NEL LIBRO
Ju libbre
Ju libbre sta sempre apiérte
alla stessa pàgene, addo’
ce sta retrattate nu mucchìitte
de chése sott’a na muntagne.
Ogni tante vajje a ’uardà,
ma nen vàide, recorde.
Recorde na case a du’ piane,
fatte de prete i de matìune,
i n’uorte ’nnenze che na
piante de cerasce ’mmiézze.
Ne’ recorde nient’àutre.
Soltante quela case a du’ piane,
fatte de prete i de matìune
e n’uorte ’nnenze che na
piante de cerasce ’mmiézze.
IL LIBRO. Il libro è aperto sempre alla stessa pagina, dove è riprodotto un grappolo di case ai piedi d’una montagna. Ogni tanto vado a dare un’occhiata, ma non vedo, ricordo. Ricordo una casa a due piani, fatta di pietre e di mattoni, e un orto davanti con un albero di ciliegio nel mezzo. Non ricordo nient’altro. Soltanto quella casa a due piani, fatta di pietre e di mattoni, e un orto davanti con un albero di ciliegio nel mezzo.