[VENETO] Nico Bertoncello è nato il 1948 a Bassano del Grappa, dove risiede.
Da oltre vent’anni scrive poesie in lingua e in dialetto veneto.
La natura, la gente e l’intimo spirituale sono i temi più ricorrenti delle sue poesie.
Ha pubblicato 6 raccolte di poesie tra dialetto veneto e in lingua: – “Na sbatua de ae” – Tipografia ISG, Vicenza, 1981; “E co vien sera” – Ghedina & Tassotti Editori, Bassano del Gr., 1987; “Passaggio segreto” – Stocchiero Editrice, Vicenza, 1992; “El dolse dei cachi” – Editrice Cesar, Vicenza , 1996 ( 2° al premio triveneto “Aque Slosse 2001”); “Oltre il fiume, le case, le strade…” – Editrice Itinera progetti, Bassano del Gr., nel 2000; “I giorni delle pannocchie” – Editrice Veneta, Vicenza, 2003 ( 2° premio nazionale “G. Floriani”, Riva del Garda TN).
Nel 2001 ha edito una cartella artistica “Omaggio a Marostica” contenente otto sue poesie e sei grafiche di Ugo Munari.
Ha partecipato a numerosi concorsi regionali e nazionali ottenendo lusinghieri riconoscimenti, tra cui ricordiamo il primo premio al “G. Modena” – S. Felice sul Panaro (Mo).
Nel 2000 ha ricevuto dalla Città di Bassano del Grappa e dall’Accademia “Aque Slosse” il riconoscimento “Alfiere d’oro” per il suo impegno e per l’alto profilo nella poesia dialettale.
LA VOCE DEL MONDO – … e arriva la luna/ che imbianca i muri/ e scrive sul buio/ parole nascoste.// Non hanno voglia le ciglia/ di guardare lontano,/ fuori dal vetro/ c’è troppo rumore.// Le fantasie stanche/ si sgrovigliano per cullarsi,/ basta che la voce del mondo/ non passi per le fessure.// Mani, troppe mani/ mi ammaccano i sentimenti/ e tolgono dal gioco della tombola/ solo i miei numeri.// Cerco sui sentieri del cuore/ un angolo nascosto/ per giocare a nascondino/ quando arriva la luna.
UNA FARFALLA – Sono una farfalla con le ali bruciate/ se l’angoscia mi soffoca la vita/ e i sogni si riposano/ stanchi su giochi spettinati.// Le parole fanno giri senza senso/ perché hanno perso la voglia/ e i sorrisi sono nascosti nei cassetti/ dell’armadio dei giorni passati.// Brividi sulle unghie del vento/ graffiano la voce del cuore/ ora che i giornali raccontano/ cose strane del nostro andare// e l’anima così mi muore dentro/ come ciglia che si spengono e nascondono il sole./ Una luna nuova cerco al buio/ per seminare meglio il domani.// Vorrei trovare gli occhi delle rondini/ che segnano la mattina,/ vorrei silenzi lunghi di quaderni/ per far ballare i miei colori. (da I giorni delle Pannocchie)
STAGIONE FINITA – Là, sul boschi alti,/ in autunno i larici/ distendono i loro pensieri/ sui sentieri del muschio;// nel silenzio più profondo/ le speranze si abbracciano/ alle punte dei pini,/ le accarezza il vento.// Un mantello di neve/ copre tutti i ricordi/ e le malghe vuote/ rimpiangono i giorni d’estate.// Qua in paese i camini/ scrivono sul cielo grigio/ pagine, ultime righe/ di una stagione finita.// Sto con un abbaiare di cani/ e l’anima piena di malinconia.