Anche in occasione di articoli di giornale – per il Corriere Adriatico – lo stile di Maria Lenti resta limpido, poetico, non privo dell’ironia spesso presente nella vasta produzione della poetessa urbinate. Gli scritti, pubblicati tra il 2007 e il 2012, spaziano dalle ricette al ricamo; dalle gite e gli incontri di gioventù, al collezionare oggetti e libri in casa; dalle passeggiate lasciando vagare lo sguardo e la mente, alla scrittura, dove vaga – ma con preciso intento – la penna.
Ricordi, riflessioni. Non confonda la riproposizione di tempi passati o luoghi mutati: la scrittrice è consapevole di fare un’esercizio della memoria; eppure non cade nella tentazione di confrontare l’oggi con ieri, come spesso fanno, risvegliando la malinconia del bel tempo che fu, coloro che vengono nominati boomer. Non ci sono cadute, inciampi, tentazioni da agé: del resto, la Lenti è grande e attenta camminatrice e viaggiatrice non solo nella sua Urbino, ma nelle Marche e oltre. Dunque l’attenzione al non cadere vale nei passi, nella scrittura e nello stile.
La “passeggiata” diviene occasione di riproporre un “elogio al ritmo” e, nello stesso tempo autori che ne hanno fatto oggetto di scritti in prosa e in poesia, metafora del vivere e dei sentimenti; qui si conferma l’amore dell’autrice per la letteratura, vivo, anche dopo aver lasciato l’insegnamento. Walser, Kafka, Stendhal, Svevo, Rocco Scotellaro, sono compagni di cammino e invitano a volgere lo sguardo oltre.
“Aquiloni in festa” fa “volare in alto i sogni” e con morbidezza passa dalla descrizione di luoghi, alla storia, alla poesia; non smettiamo di sognare, anche da “grandi”: quando la vita ha percorso un lungo tratto di strada, nasconde pur sempre sorprese.
Lo scritto per l’otto marzo “La libertà prima di tutto” è visione di “consapevolezza della donna che rifiuta il regalo…deciso al posto suo, come se essa fosse sempre da sorvegliare, tutelare…da porre entro gabbie costruite da secoli secondo l’ottica maschile, ossia secondo il tornaconto maschile, oramai conosciuto a menadito.” Come dire, la libertà della donna, prima che dalle leggi, pur indispensabili, passa per lo star bene secondo la propria concezione di “star bene”, fedeltà alla cultura e non solo “coltura”. Tra le righe: liberiamoci una buona volta dal consumismo delle feste.
“Un verso sotto l’albero e l’infinito nel cuore”, da ricordare anche solo per il titolo, allusivo e poetico, dice con Gramsci “occorre bruciare il passato e ricostruire una vita nuova…Bisogna uscire dal fosso e buttar via il rospo dal cuore”; il verso – direzione ed essenza della poesia – è quello della “comunanza”: entrare nella comunità, nella “condivisione del mondo”. Altro che nostalgia e malinconia, e quanto è attuale lo scritto di quasi vent’anni orsono!
E ancora il gioco, il gratta e vinci – anche questo diffuso ampiamente nei nostri giorni – le collezioni più fantasiose, nell’articolo “A raccolta”: passioni senza tempo, per fermare giorni e luoghi viaggiati, per legarsi a qualcosa, anche futile, in cui esprimere il proprio carattere; passione, amore e sofferenza, secondo il significato della parola.
“La luna non cade” è un libro passeggiato, da passeggiare e perfino da pasteggiare, gustando le ricette ricordate con evidente piacere da Maria Lenti: il pane quotidiano, i dolci dei giorni particolari, la crescia, il ciambellone, il pan nociato. Un’opera poetica in prosa, che non vuole riproporre comportamenti, semmai far riflettere: davvero la fretta è ineluttabilmente il modo di stare al mondo? Possono ancora certi lavori manuali distrarci per un po’ dallo scrolling del telefonino (ci siamo accorti essere una dipendenza, alla buon’ora!) e divenire occasione di fare qualcosa insieme chiacchierando? Credo sia più sensato del ricamare al cinema durante il film.
Se è vero che la luna non cade se non nei sogni – non solo in quelli di Leopardi- millennian, boomer, agé e generazione Z, possono non solo convivere rispettandosi, ma scambiarsi tecnologia ed esperienze, ricordi e speranze, stilografica e tablet: la luna non cadrà, statene certi.
Maria Lenti, La luna non cade. Disegni di Oliviero Gessaroli, introduzione di Anna Carletti, ViVarte 2025
