LUNAMAJELLA di Gian Piero Stefanoni

Nota di Giuliana Piovesan

 

Apro con una immagine questa breve nota al testo di Stefanoni, la pietà Rondanini di Michelangelo.

In questo lavoro poetico le parole sbalzano via da un paese impietrito, quell’amara e amata Lunamajella. Madreterra di un’anima che raspa sbocca abbocca in uno stremato rassetto che lascia comunque “lu passe stampate mbacce a la scalella”. Orma indelebile.

Penso ad una lingua disunita che forse trova nell’espressione dialettale la sua migliore modulazione, quella meno puntuta. E la dimostrazione sta nel bel testo “Annine”.

Questo aspro paesaggio interiore ha bisogno di un prestito, l’anima femminile con la sua tessitura morbida, che sa levigare la parte che spesso rimane grezza, incompiuta (“ come a un Dio tu mi darai l’uscita “).

Ritrovo comunque in questo lavoro l’aspra grazia incompiuta dell’alba.  Con  tutto il suo carico di tenerezza, drammaticità e spiritualità.

 

Giuliana Piovesan