L’Officina dialettale ‘La Putèca’

L’intervento analitico di Luigi Ianzano
Pubblichiamo qui di seguito l’intervento analitico di Luigi Ianzano in occasione della presentazione dell’Officina dialettale ‘La Putèca’, della catalogazione degli autori e del relativo portale biobibliografico nel corso della manifestazione ‘Natale alla Putèca’ presso Auditorium ‘Pasquale Soccio’ – S. Marco in Lamis, 22 dicembre 2011
Scopo della manifestazione.  Questa manifestazione ha essenzialmente lo scopo di presentare alla comunità un progetto culturale aggregativo avviato lo scorso gennaio, dopo un lungo tempo di gestazione: una sorta di sodalizio tra creativi, artigiani della parola, accomunati dalla passione per l’uso del dialetto di San Marco in Lamis nell’esprimere il proprio afflato letterario. Attraverso l’espressività vocale di Luigi Caiafa gusteremo i componimenti natalizi di vari autori, più conosciuti, meno conosciuti o emergenti.
Ragioni e caratteri del sodalizio.  Dunque, alla base di questo nostro sodalizio vi è la ferma volontà, il lodevole proposito, l’impegno di coinvolgere proprio tutti, tutti coloro che si cimentano, o in avvenire si cimenteranno, in questa attività, a prescindere rispettosamente dalla qualità del talento o dal valore artistico delle produzioni, cercando di generare legami di amicizia, favorire l’arricchimento reciproco, infondere uno spirito di condivisione.
È ciò che abbiamo iniziato a fare quest’anno, da gennaio, costruendo una base solida, con buoni risultati. La stragrande maggioranza degli autori residenti è parte attiva di questa realtà, vi si riconosce e identifica. E con i fisicamente lontani si rafforza il contatto telematico e telefonico, coinvolgente e partecipato. Pochi giorni fa una email di Joseph Tusiani da New York: «Il 22 dicembre m’illuderò di essere in mezzo a voi per ascoltarvi e incoraggiarvi tutti, dimenticando così che il 14 gennaio comincerà l’ottantanovesimo anno della mia esistenza». È diventata nostra abitudine incontrarci mensilmente, con l’attenzione a mantenere la costanza del rapporto, anche attraverso i tempi reali dei nuovi strumenti di comunicazione. La Putèca vuole difatti sganciarsi da un provincialistico locus per inglobare, in una concezione nuova e più dinamica di associazionismo, ogni autore dialettale sammarchese cittadino del mondo, residente o migrante, rendendo ognuno preziosamente e attivamente partecipe nel naturale rispetto per chi parte potrebbe non volersene considerare affatto.
Perciò, almeno per ora, non diamo all’Officina la forma e i caratteri di una associazione giuridica formalmente riconosciuta, ma piuttosto cerchiamo leggerezza e sgravio. In uno dei primi incontri, i convenuti hanno individuato il sottoscritto quale coordinatore pro tempore, e Mario Ciro Ciavarella vice.
Ecco dunque le ragioni di fondo de La Putèca – appellativo significativo che indica un luogo caratteristico, tradizionalmente deputato alla produzione artigianale e dunque creativa – che si possono sintetizzare come segue: favorire il reciproco riconoscimento; includere ogni nome (scrittore compositore o autore teatrale) a prescindere dallo spessore del talento e dal valore artistico delle produzioni; rafforzare i legami, attraverso la cura della comune identità che scaturisce dal condividere la vocazione dell’uso della lingua materna nell’esprimere la propria creatività; ricercare e coinvolgere gli autori non emersi o non conosciuti; catalogare le bibliografie per favorire la conoscenza; discutere questioni di comune interesse; contagiare all’espressività artistica dialettale nuove generazioni di creativi; coltivare lo scambio intergenerazionale che fa crescere, incoraggiando le potenzialità emergenti; insomma spendersi per la salvaguardia della cultura linguistica locale; con una dedizione e un impegno – aggiungo – assolutamente gratuito e disinteressato, come puro atto di amore nei confronti di questa terra e di questa cultura, anche rimanendo svincolati da logiche di parte, da sostegni compromettenti e al fondo limitanti, che finirebbero per sacrificare genuinità, autorevolezza e altezza dei propositi.
Il logo. Filippo Pirro, anch’egli autore in vernacolo, ha ideato un logo eloquente: tante penne, espressioni di varie creatività individuali, convergono in un cerchio includente e stimolante, rendendo bene gli ideali dell’Officina.
Fòchera ‘mpette mestecate.  A Pasqua, come si sa, abbiamo dato alle stampe un volume ispirato alla processione con le fracchie, e più ampiamente alla Settimana Santa, coi suoi riti di una fede antica e i segni di un’identità che proprio lì fortemente si ricrea; una sorta di mosaico antologico di versi – che dà il nome all’intero volume, Fòchera ‘mpette mestecate – che riprende a mo’ di silloge le conosciute produzioni dialettali in vernacolo che toccano i temi pasquali, come a volerne trarre un unisono canto di devozione. Nello stesso volume un racconto inedito di Mario Ciro Ciavarella, una leggenda popolare riferita da Gabriele Tardio, un trafiletto risalente di Donato Apollonio. È stata felice esperienza editoriale, unica nel genere, arricchente, con buona critica, nata da una collaborazione entusiastica degli autori riuniti nell’Officina.
Il progetto di uniformare la grafia.  È finalmente partito poi, qualche settimana fa, uno dei nostri progetti prioritari: studiare soluzioni perché si converga su regole comuni di scrittura del dialetto sammarchese: è lo sforzo di ricercare l’uniformità della grafia. Ad oggi, di fatto, ogni singolo autore ha un suo diverso modo di trascrivere il vernacolo, circostanza che rende sempre viva e attuale la necessità di adottare regole grammaticali comuni. Si è deciso di procedere nel modo seguente: un gruppo di studio ristretto, che sta fungendo da traino, analizzerà ogni dettaglio e individuerà delle proposte, muovendosi sul filo conduttore condiviso della semplificazione e della elasticità di lettura; poi si prenderà atto e si convergerà su soluzioni comuni, che così potranno essere ritenute autorevoli, potenzialmente offerte per l’adozione a chiunque vorrà esprimersi nella nostra lingua vernacola. Esse verranno pure, in una fase successiva, sottoposte al parere analitico dei vari altri studiosi del settore.
La catalogazione telematica degli autori.  Un’altra premura è in fase di continua definizione: quella di catalogare gli autori, a prescindere dall’aver pubblicato o meno, dal tempo e dal luogo di pubblicazione. In corso d’opera, infatti, se ne riscoprono di nuovi – ad oggi ne contiamo quaranta – e, inoltre, si producono o rinvengono nuovi componimenti. Un’elencazione in divenire, in perenne aggiornamento, contenuta nel portale telematico www.laputeca.eu, che stasera pure presentiamo, con un pizzico di orgoglio, quale frutto di lavoro serio, ortodosso, scientifico, espressione di lodevole collaborazione costruttiva; ciò che più rende fieri – lasciatemelo dire – di appartenere a questa terra e a questa gente, frettolosamente tacciata di individualismo e provincialismo, ma i cui battiti si rivelano più che nobili, e costituiscono pure un piccolo miracolo in ambito culturale, in cui il non ce ammisckame sembra essere diritto naturale. Nella Putèca si ci ripromette di crescere insieme, il più giovane a fianco del più adulto, l’ottentotto a fianco al parigino, con la logica diametralmente opposta dell’ammisckàmece, tensione valoriale promettente e produttiva che avvalora la cultura stessa, letta come uno spartire, un coinvolgere, un convenire.
Il portale biobibliografico.  Un sito biobibliografico rappresenta oggi moderno strumento di pubblicazione e diffusione del sapere. È da considerarsi ad ogni effetto opera letteraria, dunque da tutelare. Ma se ne faccia libero uso, frutto qual è di una concezione della cultura libera e condivisa.
I dati in catalogo sono confrontati con il repertorio biobibliografico Poesia e teatro dialettale del Gargano di Mariantonietta Di Sabato, riportato in appendice al volume Poesia dialettale della Capitanata. Tavoliere-Subappennino-Gargano curato da Sergio D’Amaro, Mariantonietta Di Sabato e Cosma Siani per la Cofine nel 1997. Le singole schede individuali sono curate e aggiornate dal sottoscritto in collaborazione con gli autori interessati o altri mensionati in nota. In particolare, la bibliografia di Tusiani è confrontata con gli studi di Cosma Siani, debitamente riportati.
Il portale contiene anche una bacheca, contenente volta per volta news, articoli, approfondimenti che più direttamente riguardano il mondo della cultura dialettale, le vicende dell’Officina o degli autori coinvolti.
 
Ma passiamo agli Autori. Vorrei elencarli tutti con una scorsa veloce alla loro produzione dialettale, seguendo un’ordine alfabetico, senza qui analisi o richiami a riferimenti critici:
Donato Apollonio (San Marco in Lamis 1904 – Manfredonia 1970). Giornalista, commendatore, membro dell’Accademia Tiberina e di quella Archeologica Italiana, Medaglia d’Oro Camera di Commercio. Ha operato per la RAI. Al suo attivo pubblicazioni di carattere storico-archeologico-religioso e bozzetti drammatici. Tra i primi a scrivere di Padre Pio. Numerose le poesie in vernacolo, tante inedite. Ricordiamo la raccolta Idilli nella foresta del 1956. Cinque poesie dialettali compaiono nei numeri del settimanale locale Il Solco che si sono susseguiti nel 1929.
Leonardo Pietro Aucello, insegnante nei Licei e dirigente scolastico. Giornalista pubblicista, collabora a riviste e quotidiani regionali. Pubblica nel 1996 coi Quaderni del Sud la raccolta di versi Li zacquare, e con Levante nel 1997 Li pustegghiune, nel 2000 Lu matte maligne e nel 2005 L’occhie mariole.
Francesco Paolo Borazio (San Marco in Lamis 1918-1953). Cavapietre, imbianchino, soldato. Autodidatta, poeta, pittore. Fonda con alcuni amici la Società di Cultura De Bellis. Muore prematuramente per malattia contratta in guerra. Nel 1977, per i Quadreni del Sud, Michele Coco, Antonio Motta e Cosma Siani curano il poemetto eroicomico Lu trajone. Nel 1982, per i Quaderni del Sud/Lacaita, Sergio D’Amaro, Antonio Motta e Cosma Siani curano la raccolta di poesie La preta favedda. Nel 1999 Antonio Motta cura una mostra biobibliografica con relativo catalogoI libri, gli inediti, i giornali satirici, i manifesti politici.
Paolo Ceddia (San Marco in Lamis 1942) è scrittore, poeta, musicista, compositore, orchestrale che vive a Venarìa (To). Carabiniere in congedo. Fondatore del circolo culturale ‘Città di Venarìa’. È in stampa un volume, Il mio primo canto, dattiloscritto già nel 1982, che raccoglie sei poesie in dialetto sammarchese fra le più in italiano e napoletano.
Mario Ciro Ciavarella (San Marco in Lamis 1965) è professore tecnico di laboratorio biomedico presso il Servizio Trasfusionale di Casa Sollievo della Sofferenza. Autore delle commedie rappresentate della Compagnia Teatrale ACLI di San Marco in Lamis e debitamente pubblicate: Quanne ce appezzuta lu demonie e Jè funetoria de munne del 2004, Mariteme è gghiute all’Amereca e nno mme scrive del 2005, La cricca de Giggine lu ’mbambalute del 2006, Mo ce ne ve maddamma che vo vedé li panne del 2007, Ognune ce preja lu sante sova del 2008, Non è nnate e ce chiama Dunate del 2009 e Tutte da qua anna passà del 2010. A Pasqua abbiamo pubblicato, in Fòchera mpette mestecate, il racconto Lu meracule della fracchia de Sante Vardine.
Matteo Coco (San Giovanni Rotondo 1960) insegna Italiano e Storia negli Istituti Superiori. Scrittore, poeta, saggista, predilige studi di storia religiosa e delle tradizioni popolari. Presiede il Centro Emigrazione. È autore anche di tre poesie dialettali giovanili inedite.
Antonio Francavilla (San Marco in Lamis 1975).Maturità classica. Prossima la Laurea in Beni Culturali con indirizzo storico-artistico. Scrittore, viaggiatore. Volontario presso ArteFacendo Lab, dove cura più direttamente il Laboratorio di ceramica. Ha collaborato all’album “Musale” dei “Nati Così”. È autore di una decina di racconti singolarmente dattiloscritti, e di una recente composizione natalizia, Sotta Natale.
Francesco Paolo Giuliani (San Marco in Lamis 1987). Maturità e qualifica di Maestro d’Arte. Studente di Architettura presso l’Università di Chieti-Pescara. Poeta, pittore, art director, graphic designer. Collabora alla gestione del sito www.sanmarcoinlamis.eu. Vive a Pescara. È autore di circa venti componimenti inediti in vernacolo.
Michele [Mikalett] Giuliani (San Marco in Lamis 1947). Dipendente Poste in pensione. Scrittore, cantautore, musicista, maestro di ballo, artista poliedrico, organizzatore sportivo. Autodidatta. È autore della farsa Chi magna sule ce affoca del 1980 e del testo musicale Sammarche mie del 1983. Di qualche mese fa un volumetto contenente racconti dialettali, Storie sammarchesi.
Antonio Guida (San Marco in Lamis 1945) è maggiormente noto in Italia come ricercatore nel settore storico-archeologico. Da anni collabora a giornali e riviste specifiche. Autore delle farse dattiloscritte Ce steva ‘na vota del 1999 e L’affascinatura del 2004, e delle raccolte di versi Lu Viale del 2000, Scurre… e dua del 2002, L’anne che passene e Case e cose antiche del 2005. Due sue poesie sono pubblicate sulla Rivista internazionale “Poeti e poesie” delle Edizioni Pagine di Roma (19/2010).
Leonardo Ianzano (San Marco in Lamis 1950), cantautore e ricercatore di cultura popolare. Infermiere professionale in pensione. Cofondatore, animatore e voce della band Festa Farina e Folk. È autore di numerosi testi musicali in vernacolo, contenuti nelle varie audiocassette e CD prodotti dai gruppi musicali La Via Nova prima e Festa Farina e Folk poi, come La luna inte lu puzze del 1989, Ajisce sole del 1993, Festa Farina e Folk del 2007.
Luigi Ianzano (San Marco in Lamis 1975). Maturità Classica e Laurea in Giurisprudenza. Specializzato per l’insegnamento di Diritto ed Economia negli Istituti Superiori. Collabora con un Caf. Francescano Secolare, serve la Fraternità quale Ministro locale, formatore e Consigliere regionale. Promotore e coordinatore de La Putèca. Dopo una serie di dattiloscritti di versi giovanili, pubblica nel 2005 la raccolta Taranta mannannera, e nel 2007 il poema di ispirazione epico-religiosa Come ce ‘mpizza la cèreva.
Antonietta Lallo (San Marco in Lamis 1926). Insegnante di Materie Letterarie negli Istituti Inferiori, in pensione. Vive a San Giovanni Rotondo. Dà alle stampe due raccolte di versi, Sulle ali della memoria nel 2002 e La fromboliera dialettale nel 2003.
Dino La Selva (Milano 1933). Figlio di genitori sammarchesi, che ha seguito in giro per l’Italia a motivo del lavoro del padre Giovanni, anch’egli noto. Medico in pensione. Scrittore, poeta. Vive a Lucca. Nella raccolta Brevi soste del 2010, per l’Editore Del Bucchia, anche quattro poesie dialettali.
Giovanni La Selva (S. Marco in Lamis 1902 – Lucca 1965). Funzionario del Ministero degli Interni, Prefetto della Repubblica, studioso e giurista, poeta e traduttore di Baudelaire. È vissuto in più città, da ultimo a Lucca, dove è deceduto nel 1965. Nei numeri del settimanale letterario umoristico e di cronaca garganica Il Solco, che egli fonda e dirige sul finire degli anni Venti, ben ventotto racconti dialettali, presunti suoi (firme in calce: lu Ntrecante o lu Mpicciuse o Titiro o Cristinuccia, e una singola poesia La terra non gira. Nel 1967 pubblica tre poesie dialettali, fra le più in italiano, nella raccolta Liriche.
Michele Martino (S. Marco in Lamis 1926-2009). Insegnante di Scienze nelle Secondarie Superiori, poi preside nelle Inferiori. Eredita dal padre Luigi l’amore per la scrittura e la poesia. Nel 1985 esordisce con alcune divagazioni semiserie Lu medeche e il poemetto Lu Bandasma. Pubblica molte altre poesie dialettali nelle raccolte Cianfrusaglia paesana del 1986, Lu terranelle e Strambotti viareggini del 1987, Natale tra due conventi del 1991, Fantasie settembrine del 1995 e Fiori di prato del 2002. Altre restano inedite.
Francesco Saverio Napolitano (S. Marco in Lamis 1858- Torremaggiore 1935). Laurea in Medicina e Chirurgia. Medico condotto. Risale al 1889 la commedia manoscritta Prometipso. In un numero del 1914 del periodico locale La Striglia pubblica il poemetto Li cunsigghie de Simmiòne. Nell’antologia vernacola pugliese del 1962, Pasquale Sorrenti inserisce il suo Li sucialiste. Un frammento, Nnanze a Sant’Antone, è commentato da Tommaso Nardella nel numero unico de L’Impegno del 1964. Nel 1992 Antonio Motta cura la raccolta di versi Li sònnera de Simmiòne.
Antonio Pirro (San Marco in Lamis 1977). Insegnante negli Istituti Superiori. Scrittore e poeta. Collabora col Parco poetico-naturalistico e Centro culturale Il Sentiero dell’anima. Vive a Lanciano. È coautore, col padre Filippo, di un manoscritto inedito del 1995, Canto litico.
Filippo Pirro (San Marco in Lamis 1944). Insegnante di Italiano negli Istituti Superiori, in pensione. Scrittore, poeta, pittore, scultore, incisore. Ha creato il Parco letterario Il Sentiero dell’anima. Al suo attivo in vernacolo i drammi Natale inte lu Scalone del 1994 e Canto litico del 1995, il poemetto dattiloscritto Li Masckere del 1999, le poesie in musica Mettimece a cantà… ma pe penzà del 2000, le raccolte La Parola scappata e Natale, e il componimento Venardissante, scritta per Fòchera mpétte mestecate, il volumetto curato a Pasqua da Luigi Ianzano per La Putèca.
Michele Radatti (San Marco in Lamis 1944). Aggiustatore meccanico, collaboratore scolastico in pensione. Nel 2009 pubblica la raccolta Nate a…, accompagnata da audio-CD con sue letture.
Antonio Rendina (S.Marco in Lamis 1965). Psicologo e psicoterapeuta, esperto in criminologia clinica, operatore socio-educativo nel ritardo mentale e nel disagio minorile, scrittore, pittore e poeta. Si trasferisce a Roma e poi a Saluzzo, dove decede nel 2008. Nel 2005 pubblica la raccolta Poesìje spatrejate, inserita poi, assieme alla poesia Li Fracchie e al racconto Ippì Cacà e li quaranta brijànte, nel volume postumo Sia la Bellezza la tua Stella Polare, curato da Felicia Tancredi.
Sebastiano Rendina (San Marco in Lamis 1926-2009). Laurea in Pedagogia. Maestro elementare. Poeta e scrittore. Oltre a tre componimenti pubblicati nel terzo volume di Le fracchie accese per l’euforia di un popolo e il pianto della Madonna di Gabriele Tardio, e una poesia richiamata in Fòchera mpétte mestecate, si conservano due altre poesie dattiloscritte.
Giustiniano Antonio Serrilli (San Marco in Lamis 1891 – Foggia 1943). Lauree in Lettere Classiche e Giurisprudenza. Allievo del Pascoli. Docente universitario, studioso, avvocato. Autore di un Dizionario etimologico dialettale sammarchese inedito. Assessore e poi Preside della Provincia di Foggia in epoca fascista. Ad appena sedici anni, nel 1907, pubblica I bozzetti dialettali, che si rivela l’opera dialettale garganica pubblicata più antica, e che, nel 2002, Leonardo Aucello e Michele Coco ripropongono per la Levante.
Michele Tancredi (San Marco in Lamis 1957). Diploma Accademia di Belle Arti di Brera. Assistente-collaboratore del maestro Cascella. Maturità d’Arte Applicata in Ceramica. Pittore, scultore, scrittore. Insegnante nelle Superiori. Vive a Milano. È autore di circa venti poesie dattiloscritte.
Gabriele Tardio (San Marco in Lamis 1954). Francescano Secolare, scrittore, poeta, pellegrino, viaggiatore, amante profondo e generosissimo della sua terra. Instancabile ricercatore apprezzato per l’attività di scavo archivistico e di recupero del patrimonio storico-archeologico locale. È autore di poesie e racconti, per lo più inediti. Alcuni compaiono nell’antologia da lui curata Le fracchie accese per l’euforia di un popolo e per il pianto della Madonna, e in Fòchera ‘mpette mestecate.
Michele Tenace (San Marco in Lamis 1958). Ragionere e dipendente della Provincia di Foggia. Nel volontariato da oltre trent’anni, è presidente provinciale Fidas. Ha istituito e presiede il locale Comitato permanente ‘Via Crucis vivente’. Autore della farsa Li belle ggiune de mamma del 1987 e della raccolta di versi Chiena la lunadel 2002. Da qualche anno ha l’abitudine di stampare a Natale immagini tipografiche con versi inediti.
Michele Totta (S. Marco in Lamis 1949). Maturità classica, formazione filosofica e teologica. Tecnico di radiologia medica all’Ospedale Umberto I. Vive a San Giovanni Rotondo. Autore di articoli e versi su riviste e periodici vari. È dello scorso marzo il volume Lu Viaje e la Parola: scene gargàneche, una raccolta di liriche in vernacolo (tre in sammarchese fra altre in sangiovannese e rignanese).
Leonardo Tricarico (San Marco in Lamis 1965). Maturità scientifica e Laurea in Scienze biologiche, con specializzazione in microbiologia e virologia ad indirizzo tecnico. Insegnante e collaboratore nelle Scuole. Dei singoli versi dattoliscritti di cui è autore, uno è ripreso in Fòchera ‘mpette mestecate.
Silvestre Tricarico (S. Marco in Lamis 1925 – Ciampino 2008). Laurea in Giurisprudenza. Svolge la carriera in polizia e diventa Questore a Roma. Si conservano, in dattiloscritto, il poemetto Lu Mperne del 1955, la raccolta di versi La cappella del 1970, alcuni brani classici tradotti in dialetto col titolo Pezzelianne del 1982 e il poemetto Monte Celane del 1990.
 
Joseph Tusiani (San Marco in Lamis 1924). Docente universitario di Letteratura Italiana negli Usa, in pensione. Scrittore, poeta, traduttore, saggista e critico letterario plurilingue di fama mondiale. Vive a New York. Notevole e rilevante anche la produzione dialettale, che parte con Lacreme e sciure nel 1955 per intensificarsi a partire dagli anni Novanta; produzione integralmente confluita nel volume Storie dal Gargano. Poesie e narrazioni in versi dialettali, l’antologia curata da Antonio Motta, Anna Siani e Cosma Siani per i Quaderni del Sud nel 2006. In ultimo il sonetto Sciusce de vente del 2009 e la raccolta Saluti da New York che annovera altre sette poesie dialettali fra prose e versi italiani e inglesi, curata da Antonio Motta per il Centro Documentazione Leonardo Sciascia/Archivio del Novecento, datata luglio 2011.
Antonio Villani (San Marco in Lamis 1949). Maturità professionale. Dipendente Enel in pensione. Conta circa cento poesie dattiloscritte, alcune delle quali richiamate in Fòchera mpétte mestecate.
Aurora Villani (San Marco in Lamis 1999) ha appena dodici anni. Frequenta la Seconda Media e ama molto la lettura e la scrittura. Compone versi in italiano e vernacolo, costituendo una giovanissima promessa. Una delle sue poesie, La fracchia, figura nell’antologia di Gabriele Tardio Le fracchie accese per l’euforia di un popolo e per il pianto della Madonna.
Nunzio Villani (San Marco in Lamis 1984). Diploma di Scuola Media Inferiore. Bracciante agricolo. Sue poesie, ispirate al tema delle fracchie, si trovano pubblicate nella citata antologia curata da Gabriele Tardio.
Pietro Villani (San Marco in Lamis 1962), che definiamo junior per distinguerlo dall’omonimo prof. Villani. Diploma di Scuola Media Inferiore. Bracciante agricolo. Anch’egli abile artefice di fracchie, tema quasi unico della sua numerosa produzione.
Pietro Villani (San Marco in Lamis 1947). Maturità Classica e Laurea in Lettere Classiche. Insegnante di Materie Letterarie Latino e Greco nei Licei, in pensione. È del 2004 l’atto unico Na vota sunava la sirena, edito da Levante.
Oltre a questi esplicitamente menzionati, vi sono altri autori, dei quali non ancora si dispone di verifica bibliografica certa o attendibile. Mi riferisco in particolare – per citarne alcuni – a Matteo Di Carlo, Maria Panunzio, Antonio Sassano, Tommaso Soccio. Stiamo diffondendo nel mondo, nei tanti luoghi di residenza dei nostri conterranei, una richiesta di collaborazione a ‘scavare per scovare’ autori nel dialetto sammarchese, nella convinzione di contribuire, per questa via, a salvaguardare e rinvigorire la nostra identità.

Per giunta, nel nostro patrimonio culturale sono presenti riconosciute espressioni d’arte che non possono farsi risalire ad autori determinati, ma che fortemente contrassegnano il nostro tratto. Perciò è doveroso ricordare qui gli Anonimi, che silenziosamente e inconsapevolmente hanno costruito nel tempo i richiami della nostra stessa identità culturale.