Licia Novaga ci ha lasciato, a 79 anni, ma rimarrà nei cuori degli Ischitellani, me compreso, ai quali ha insegnato l’amore per questo paese incantato, al quale prima e dopo il matrimonio con il mio amico d’infanzia l’estroso Damiano D’Errico ha dedicato le sue migliori energie a scuola e nella vita.
A Licia, orgogliosa romagnola di Forlimpoli, mi legano dolcissimi ricordi del Centro culturale del Rivellino e poi le stagioni del Premio Ischitella-Pietro Giannone dal 2004 al 2025. Con la sua calda voce è stata la presentatrice e poi la lettrice del Premio, con classe ed eleganza e senso della misura.
Eccola, statuaria sulla piazza di Ischitella mentre declama una poesia conducendo la cerimonia di premiazione nella piazza centrale.
Licia ha fatto rivivere a generazioni di ischitellani gli usi e le tradizioni del paese. Una per tutte la rivisitazione della cruedda. La cruedda è un caratteristico cesto tipico di Ischitella. La sua creazione avviene usando paglia di grano della varietà Bianchetta (oggi quasiscomparsa), legata insieme da filo di lino e da giunco, raccolto, diviso in due e fatto seccare, e caratteristici ritagli di stoffa detti i pinte. Questi ultimi oggi assumono un ruolo decorativo. In passato servivano per poter riconoscere la propria cruedda. Veniva usata per portare i panni al e dal ruscello u Uadducce. (Galluccio), per il trasporto del pane o della dote e per molti altri usi domestici.
Licia è stata anche pittrice di valore, e mi ha regalato le illustrazioni della copertina e delle sezioni della mia raccolta poetica “La cruedda”, al cui interno figura una poesia con questo titolo e dedicata a Menuccia Fontana ed a lei.
In questa foto è al centro, in piedi, con il suo candido vestito e un sorriso solare, in quella chiesa di San Francesco, da lei tanto amata e che ospiterà il suo funerale venerdì 5 giugno alle ore 16:30.


