Lettere della fine di Nadia Agustoni

Nota di lettura di Anna Maria Curci

Finis, fine, termine, confine, frontiera: lì si situa il punto di vista di Nadia Agustoni. L’osservatorio prescelto, segno caratteristico della sua poesia e qui manifesto sin nel titolo, Lettere della fine, non va tuttavia mai inteso nel senso comune del termine, quello che la consuetudine dà per immediato. Colonne d’Ercole, approdo, pietra miliare e d’angolo, la fine declinata in queste Lettere si palesa, più che come conclusione (e sicuramente non come interruzione del dire, come vuoto o afasia), come apertura a un altro orizzonte percettivo e visionario. Non è da rigettare del tutto l’ipotesi, al contrario, che la fine di cui si narra, da cui si narra, dischiuda un inizio, completamente diverso. C’è, infatti, nei Biglietti tondelliani esplicitamente richiamati da Agustoni, un duetto dell’autore con Ingeborg Bachmann dei racconti de Il trentesimo anno. Lì, nel racconto Tutto, proprio dinanzi a una fine, a un limite drammatico, si parla a ritroso e in avanti della speranza di ri-dire tutto con parola nuova, inusitata e veritiera. Illusione, forse, e insieme strada percorsa e da percorrere.

Quella strada si percorre in Lettere della fine e si scorge, imparando dalle foglie, la bellezza severa di una pietas vissuta non come mera consolazione (ché non c’è consolazione, non c’è scappatoia), ma come sguardo verso la verità che è nei luoghi e negli elementi, che cerca là dove altri ignorano, l’orma sulla terra, l’acqua, l’inerpicarsi del sentiero, la scoperta del mondo di un bimbo (Alessandro, il pronipote di Nadia Agustoni, come lei stessa chiarisce nelle Note) e il suolo bruno di vita e morte, l’enigma dei fiori, la fuliggine e il grigio dei giorni, di un’esistenza, come quella in fabbrica, che è facile, o meglio, comodo liquidare come limite, tanto più quando questa si unisce al dire della poesia. A smentire il cliché sbrigativo di “poeta operaia”, che ben poco dice della ricerca, dello scavo, di un cammino serissimo e ampio di spazi e oggetti, di letture amate e conosciute profondamente – la dedica A Grace Paley / In memoriam è una delle numerose evidenze – sta l’universo poetico di Nadia Agustoni, che in questo prezioso volume raggiunge un ulteriore sostanzioso traguardo.

Nadia Agustoni, Lettere della fine. Prefazione di Renata Morresi, Vydia editore 2015

© Anna Maria Curci
*
l’albero cipresso scuro a metà

e sul tardi un crepuscolo – i colori

del bosco e del fuoco.

com’è grande la terra morente

sei uno di una volta e la solitudine

è venuto il suo tempo formica

e piede –

nel secchio il cuore ma

il perdono arriva col raccolto

la parola fame stringe

l’albero di alloro alla tua vita
(p. 34)
*
a esistere c’è il buio

più grande – non pensare

come pensa il mondo.

sembriamo il cortile l’auto

e piango per l’idiota

la ragazza il campo

i vestiti bruciati di

chi è lasciato solo.

così andiamo con le storie

coi cerotti – un vaso

di mele gialle ci pensi i quadri

nei quadri l’albero dei limoni

quando crescevi

senza dire: “anch’io”
(p. 37)
*
la pastura l’aria e le foglie

stare bassi nel minuto
di barche – vivere mortali

e col sole –

o nella neve

la schiena prendere

commiato –
nel bianco il contrario

delle cose –
l’Europa un Bosch un Bruegel

lo zoo coi maiali la pianura
i fuggiaschi venuti dal mare

portando gabbie.
(p. 80)
*
biglietto n. 5
a  lungo pensiamo la poiana

starà nella sera migrerà in noi

come il piccolo muscolo del fiore

ma il geco lunare dà la caccia

fermo sul portone nella grande notte

nulla di sé frantuma

nel fazzoletto un po’ ci cura la parola.
(p. 94)
*
la sera gli oggetti si spaccano

noi ci guardiamo un vecchio registro nella mente

dove i nomi sono sottili

e non li possiedi.
(p. 98)
*
a maggio la luce ci cammini

e l’acustica dei bagni

vuol dire un corpo

la fabbrica cresce i giorni

nel timpano della sirena

restiamo creature

il futuro o l’amore estivo

nelle case popolari

e la luce di questa vita

che non parla – ma

i ragazzi gli grandina

un sabato portano

il corpo come all’aperto

senza tempo.
(p. 106)
pubblicato 2015-07-21