Lettera ad Achille Serrao

Di Maurizio Noris a proposito di "Abito da sera"

 

“Ciao Vincenzo ti allego, una lettera che avevo spedito ad Achille a proposito di Abito da sera, qualche mese prima della sua morte. Non so se cosa utile e buona…”

Questa mail mi è pervenuta ieri da Maurizio Noris, e ritengo di doverla pubblicare come testimonianza di un rapporto che il grande Achille Serrao intratteneva con poeti (soprattutto giovani) ai quali non lesinava consigli ed incoraggiamenti. Nel Centro Studi Achille Serrao, con le forze e le capacità che abbiamo, Paula Gallardo ed io, insieme a pochi altri amici continuiamo a raccogliere testimonianze di e su Serrao. E quindi ben venga questa lettera di Maurizio Noris, poeta che Achille stimava molto.

Abito da sera è un lavoro musicale del 2011 in cui, ormai con poca voce, ma…sempre bella e coinvolgente, Achille Serrao presenta le sue canzoni e le poesie dei suoi autori preferiti, nei dialetti romanesco e napoletano nel suo cuore.
Abito da sera si avvale del contributo musicale di Andrea Salvi e Andrea Allocca

Ecco il testo della lettera.

 

Caro Achille

 

Spero che stia bene, ovunque tu sia.

I tuoi baffi mi sciabolano tra i pensieri, dalla foto della tua antologia. L’aria, quella, rigorosa o abbastanza severa (per via dei baffi forse), del ragazzo intento nel gioco. Gioco del vivere, assorto di suo, perché richiede un sacco di passione e di fatica, come l’amore.

Anche Abito da sera mi da la stessa sensazione. Il gioco del ri-comporre, (poesia e canzone, Roma e Napoli, tradizione e contemporaneità) non avrebbe così forza se il gioco del compositore non vivesse anche dell’amore rigoroso. E non solo per la poesia e il canto. L’amore è la miscela che ricompone, fatta di parti della vita, fiato e legame. In Abito da sera l’amore segna le tue parti. le tue poesie, la tua donna che suona e la piccola Maria Elèna che sfoggia un sorriso da pubblicità di fine 800 in un’atmosfera da operetta di Lehar.

Abito da sera è una composizione d’amore con i baffi.

 

L’amicizia, con un pensiero di Bougeard, consiste nello scambio reciproco di fiducia, sogni, pensieri, virtù, gioie, dolori. Regala sorprese inaspettate e per questo tanto più piacevoli. Nell’amicizia così ti penso: che l’originalità artistico/letteraria che pratichi, non sia separabile dall’umanità che interpreti.  E’ la cifra; importante per chi ha delle cose da dire e per chi, nella ricerca di originale umanità, ha cose da imparare. Abito da sera racconta, per tante strade, un  evento,  un accadimento di vita. Come un incontro, un appuntamento.

La creatività artistica veste i panni del narratore e del fine chansonnier bilingue, limpida sensualità della voce, appassionata.  La voce. E’ il segreto del prodotto culturale Abito da sera. Achille Serrao è questa voce. Generosa nella tensione di tener leggero uno spirito potente, di un poeta che canta un legame d’amore.

 

Caro Achille, per uno come me, così dolorosamente postato tra tradizione e desiderio di un racconto che ponga alla mia (bergamasca) cultura nuove domande, questo tuo lavoro rappresenta una ragione di identificazione che va molto oltre la scoperta di filigrane terrone del melodiare o del poetare con cui anch’io mi cimento. Sento così paradossalmente presenti, o quantomeno affini d’anima, certe risonanze, che non importa più che certe canzoni o poesie siano già esistite e che tu le abbia “solo” interpretate. Ciò perché l’affetto e l’ammirazione per ciò che fai restituisce una idea alta e forte di una storia nuova della cultura musicale e poetica romana e soprattutto napoletana (che è quella che più mi piace).

Ciò che penso sia la tua responsabilità in questo disco, è il desiderio e il coraggio di cantare e di far poesia “rimettendo al mondo questo mondo” per dirla con Maria Zambrano. Questa è anima solo tua ed è questo il valore che chi ti ascolta, tutte le volte che lo fa, si mette in tasca.

 

Come vedi, non sono queste, le considerazioni di un critico. Non ne sono all’altezza e non era questo il desiderio che avevo quando ti ho detto che avrei scritto una lettera su Abito da sera. Regalare questo disco ai miei fratelli, sfidando la rigorosa passione con cui insieme cantiamo quando ci incontriamo, rappresenta un dono, senza schiacciare l’occhio alla poesia e alla canzone. Gli ho regalato Achille Serrao. Che mi “fa schifo” per quanto lo stimo e lo apprezzo.

Un abbraccio con sincera amicizia.

Maurizio

 

Albino, marzo 2012

https://www.facebook.com/watch/?v=452042602262396

 

 

Pubblicato il 18 marzo 2020