Per le Edizioni Polistampa di Firenze è uscita la raccolta poetica di Maria Rita Bozzetti L’altro Regno, il cui complemento del titolo recita: Diario di una voce a difesa degli animali. Un pensiero che incontra il diverso. Poesie e saggio testimonianza.
Il fatto che ad accogliere il lettore in copertina sia la fotografia di un gatto fa subito capire che “l’altro regno” è quello degli animali e, in particolare, dei gatti.
Abbiamo tratto alcuni brani dalla Presentazione di Franco Manescalchi:
«Il libro è stato scritto nell’estate del 2011, fra la fine di giugno e i primi giorni di agosto, si tratta quindi di un “diario” scandito quasi quotidianamente vivendo o ricordando un intenso rapporto con “l’altro regno”.
Qui sono registrati attimi di vita che, concatenati, danno luogo allo svolgersi della vita sotto lo sguardo attento della poetessa che si immedesima in quel mondo fino alla ricomposizione creaturale.
In pratica si tratta di un bimestre nel quale la poetessa ha dedicato tutta la sua dedizione/devozione al mondo animale. Ma, soprattutto, Maria Rita Bozzetti dedica la più amorosa attenzione al mondo animale che la circonda perché, per sua stessa ammissione, “è curiosa e insieme emozionata dalla atavica passione per gli animali”. […]
Innumerevoli poeti, fino dall’antichità hanno dedicato poesie agli animali, Catullo, Dante, Petrarca, Leopardi, Baudelaire, Lorca, Neruda. L’elenco è infinito. […]
In Maria Rita Bozzetti, come in Pascoli e Saba, si avverte una filtrata umanità delle parole, che attengono al Divino, alla lezione interiore che matura nel silenzio prima di farsi verbo, che si realizza in caritas e in pietas. Questo è il dono che Maria Rita Bozzetti profonde sulla pagina, partendo da un vissuto magistrale nel rapporto con gli animali portatori del respiro dell’anima mundi. […]
Anche la poetessa coglie il dramma dell’esistere dei “suoi” animali e del rapportarsi alla natura e all’uomo.
E lo fa con l’intelligenza amorosa di un moderno etologo/ecologista.
Infatti nel saggio conclusivo si legge: “I tanti animali conosciuti mi hanno sempre lasciato un buon ricordo, e spero altrettanto io nella loro memoria: anche se è difficile essere migliori di loro. Nell’intreccio emotivo con un animale, è involontario voler esercitare un certo tipo di autorità, quasi a sentirsi educatori-genitori ed è giusto perché essi vanno abituati alla convivenza con altri esseri diversi da loro. La cosa che rimane spropositata è la loro affezione rispetto alla nostra: loro credono davvero ad un rapporto totale e sentono la dipendenza, per noi c’è quella subdola alternativa che trattandosi di un animale, ci lascia liberi dall’impegno totale.”
In questo modo l’Autrice si collega alle moderne teorie antropomorfistiche che tendono ad attribuire agli animali un mondo di sentimenti affini a quelli degli uomini che permettono una relazione emotiva nei limiti dei rispettivi linguaggi.
E così la lettura di questa opera è un viaggio all’interno di un mondo che abbiamo a fianco e a cui spesso, per egoismo, non diamo il vero valore e che , invece, se convissuto può destare meraviglia. […]
La poetessa, in un breve arco di tempo estivo, è in armonia con questo universo, lo “narra” e infine lo canta in una elevazione mistica. […]
Così l’amore è un unicum, irripetibile ed universale, come si legge nel drammatico racconto d’apertura [L’amore di Poiesis, ndr], Poiesis, sinonimo, appunto, di Poesia: “La bestiola solo me amava, come in quelle rare storie umane in cui, casualmente e contro ogni previsione, nasce un amore che senza perché e senza dove e senza domani, non muore più.”»
«Maria Rita Bozzetti nasce a Roma, si laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, si specializza in Ematologia Clinica e di Laboratorio; si dedica con passione alla sua professione divenendo presto Primario di Patologia Clinica. Attualmente si dedica esclusivamente alla attività letteraria, e opera sul territorio come operatrice culturale. Ha pubblicato numerosi libri di poesia nei quali ha espresso la sua grande e sofferta umanità filtrata nel pensiero cristiano.» (dalla Presentazione di G. Manescalchi)
Pubblicazioni di Maria Rita Bozzetti
Polvere di giorni. Poesie (prefazione di N. G. De Donno, Galatina, Congedo 1992); Canta l’eterno presente (Lecce, P. Manni 1998); Il Dio che non parla (prefazione di D. Valli, Lecce, Manni 2002); I dintorni della tua memoria (Empoli, Ibiskos Editrice 2004); Nell’ozio delle erbacce. Meditazioni su brani del Vangelo (Empoli, Ibiskos Editrice 2004); Segmenti ex temporanei (prefazione di G. Baldassarre, postfazione di F. Manescalchi, Pasian di Prato (UD), Campanotto 2006); I dintorni della tua memoria, pensieri ispirati da N. G. De Donno in vita e dopo la sua morte (traduzione in albanese di Adriana Prizreni, Empoli, Ibiskos Editrice 2007); Monade arroccata. Meditazioni sul Vangelo di Giovanni e sul Qohèlet (prefazione di A. Forbice, saggio introduttivo di D. Valli, Roma, Lepisma 2008); Senza potere (Roma, Lepisma 2009); La mia cappuccetto rosso. Poemetto in 11 quadri (Galatina, Edit Santoro 2010); Sulla soglia. Poesie sugli innocenti uccisi da guerre, stupri, commercio di organi (testimonianze di C. Mezzasalma et al., Roma, Lepisma 2010); Tu, l’altra carne. Poesie meditando la Via Crucis dalle rovine di un terremoto (introduzione critica di C. A. Augieri, Lecce, Milella Editore 2012)
CATERINA E LA MIA PARTENZA
L’odore della partenza
annusi sulle valigie:
sai che torno,
ma quella mia assenza da te
e la tua lontananza da me
ti paiono un torto d’amore,
un tradimento di tempo insieme,
un vivere ore diverse di cui non sai,
un consumo di libertà privata
che esclude e impoverisce
la nostra comune memoria.
Quando torno, ti sfugge rapida
l’impercettibile gioia di vedermi
ed esprimi in corse e salti
il calcolo nascosto di certezza
che dalla malinconia ti ha salvata.
Ma forse mai saprai quanto sia io felice
di accarezzare l’abitudine del tuo
essere a me compagna di pensiero.
05 07 2011
IL SILENZIO DOPO TE
Silenzio è il tuo abbaiare:
ora non parli come sapevi,
quale altra arte hai imparato?
Quale scenario di nuovi padroni
ti aprirà il tempo verso un suo
piacevole consumo, un paradiso
che con la tua devozione hai impegnato
per l’eternità del tuo essere persona?
Mi resta sulla pelle il tuo pelo
bianco che s’appoggiava per consumare
bocconi gustosi di condiviso appetito,
un sedersi a tavola e fare famiglia,
un capire le necessità di vita oltre
muri imposti dal differente corpo
e poi assorbiti da eguale anima.
01 08 2011
PARLARE NEL SILENZIO
Parlare nel silenzio
che l’altro muto dona
è sforzo di illudere la mente
di un disegno forte di vita.
24 07 2011
2015-04-15