La poesia di Maria Antonella D’Agostino

Nota e scelta di testi di Anna Maria Curci
Soffia tra i boschi un vento che dal mare proviene e al mare anela: così giunge la poesia di Maria Antonella D’Agostino, come respiro che sa insieme riconoscere l’avvicendarsi di tempi e stagioni e cercare la vastità, levare antiche e rinnovate invocazioni alle notte, inspirare, ispirarsi e prendere il largo. Mentre volge lo sguardo alla costa ionica, ascolta la risacca e non dimentica la murgia alle spalle. Sulla riva, intona il canto dell’aria tra i calanchi: «I miei pensieri vivono / sulla riva del mare». Ricorda l’invito alla pietra, la propria parola a fare breccia e il silenzio a questa opposto. Può capitare, allora, che la pausa, che nella melodia si intreccia alla nota, si faccia consapevole, resistente, “terso silenzio”. (Anna Maria Curci, da https:////poetarumsilva.com/2015/04/04/boschi-lupi-luci-3-maria-antonella-dagostino/)
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Notte insonne
Notte,

stanotte

scorri più lenta,

per dispetto.

Sii manto

per il mio dolore,

oblio per i miei pensieri.

Restituiscimi al sole

protetta dal tuo oscuro velo,

che non  mi infiammi ancora

con la sua allegria.
(da Rose appassite e schegge di cristallo, Montedit 2007, p. 66)
*
Eterna armonia
Se mai un giorno

non potrò raggiungerti,

potrò vederti ancora

con gli occhi del cuore.

Sempre mi scorrerai nelle vene,

mare.

La musica delle tue onde

sarà sottofondo della mia vita,

mia eterna compagna

la tua armonia.
(da Sfondando l’azzurro, sfiorando l’abisso, Montedit 2011, p. 62)
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Paesaggi lucani
Candide pietre antiche

corrose di vita,

abbarbicate sulla murgia brulla

o sperdute tra gli aridi calanchi,

gridano dalle fessure i loro anni,

sventolano fantasmi ancestrali,

immobili sotto il sole del Sud

o sotto la neve bianca.

Statiche, come gli oriundi,

subiscono sguardi e sferzate,

zittite e rassegnate

alla legge del più forte,

mascherando il cedimento

dietro il fascino

di quel non so che di mistero.
(da Sfondando l’azzurro, sfiorando l’abisso, Montedit 2011, p. 73)
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Silenzi
Ho cercato di far breccia

con la forza della parola.

Ho cercato di raggiungerti

con i segni delle emozioni.

Ho inventato i gesti,

ho respirato l’arcano.

Ora ascolta

i miei tersi silenzi.
(da Non sono petali, LuoghInteriori 2014, p. 15)
*
Il vecchio ulivo
Il tempo scorre

lungo il tronco nodoso

e lo squarcia

in devoto silenzio.

Orgogliosi, i rami

gridano amore al cielo,

bramando gocce succose

che questa terra avara non ha.
(da Non sono petali, LuoghInteriori 2014, p. 41).
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Aridi fiumi
D’oro

è il letto

di questi fiumi aridi

che m’appartengono.
Sepolti tesori

tra i fili dei ricordi

e zolle mai arate

germogliano.
Lentamente

scolpisce,

incide la storia

lo splendore d’una ruga.
(da Non sono petali, LuoghInteriori 2014, p. 63)
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Appassionata principalmente di pittura e poesia, Maria Antonella D’Agostino, materana, laureata in Scienze dell’Informazione, ama l’arte e sperimentarne le sue svariate forme. Ha partecipato a varie manifestazioni sia in ambito locale che in altre regioni, nonché a concorsi su tutto il territorio nazionale, ottenendo riconoscimenti e consensi, classificandosi più volte ai primi posti. Sue liriche sono state inserite in varie antologie. Nel 2007 è stata pubblicata la sua prima raccolta di poesie Rose appassite e schegge di cristallo; nell’anno 2011 la seconda, Sfondando l’azzurro, sfiorando l’abisso (entrambe ed. Montedit). Nel mese di maggio 2014 è la volta di Non sono petali (ed. LuoghInteriori), selezionata nell’ambito del “Premio Città di Castello” 2013 per la pubblicazione.

Ha fatto parte di varie Commissione giudicatrici di concorsi letterari, tra cui quelle del Concorso di poesia “Lavoro d’autore” indetto dall’ INAIL di Matera, negli anni 2010 e 2011, e quella del Premio artistico-letterario “Una cartolina da Matera”  – di cui è anche l’ideatrice – per gli anni 2013 e 2014 (presidente di giuria). 
Dal mese di aprile 2012 ha assunto l’incarico di presidente dell’Ass. Culturale “Matera Poesia 1995”.