In memoria di Umberto Migliorisi (1928-2020)

Mi giunge solo oggi con una mail del figlio Massimo la notizia che il poeta e amico Umberto Migliorisi è morto all’eta di 92 anni il 1° maggio 2020. Non sentivo la sua voce da diverso tempo e la notizia che non è più tra noi mi riempie di mestizia che cerco di dominare rileggendo i suoi testi poetici in dialetto ragusano e in lingua dai due suoi libri che sono stati pubblicati dalla nostra editrice Cofine: Pi mmia fussi (con recensioni tra gli altri di Renato Pennisi e Ombretta Ciurnelli e Piangi che ti compro le arance (recensito da Ombretta Ciurnelli).

Umberto Migliorisi è nato a Sciacca (Agrigento) nel 1928, ma dagli anni ’30 è vissuto a Ragusa. Ha cominciato a pubblicare versi sparsi su giornali e riviste verso la fine degli anni ’50.
La prima silloge con cui esordisce è del 1970, Riassunto (poesie 1953 – 1970). Di questa e di altre sillogi pubblicate in seguito, una selezione si può trovare nel libro antologico Ironia e altro (Messina, 2007).
Migliorisi ha pubblicato anche diverse raccolte di poesia in dialetto ragusano, di cui si può trovare una selezione antologica nel libro Gn’ iàttu niuru (Un gatto nero) (Ragusa, 2005). Nel 2012 ha pubblicato per Cofine la silloge Ppi-mmia fussi (Se fosse per me) e nel 2013 Piangi che ti compro le arance.

Da queste due raccolte propongo per la lettura in memoria del caro Umberto due testi, il primo in italiano e il secondo in dialetto:

 

Piangi che ti compro le arance (1)

Quante erbe… quanto verde!
Tanti fiori e colori ed ora
tutto si brucia e si perde:
ogni “chiusa”(2) ogni luogo
di giallo-fuoco si tinge…
Piangi,
piangi che ti compro le arance!

Comiso(3) era un paese
tutto raccolto e quieto:
saporito, impastato
d’olio fine e vino buono;
paese di pittori, di scrittori,
paese di Bufalino!… E ora?!
Ora piangi,
piangi che ti compro le arance!

Pippo Fava. Chi era?
Chi era questo “Pippo Fava”?(4)
Uno che parlava quando
non si deve parlare:
quando chi parla sbaglia
e chi sbaglia… paga!

Tu che non parli e non sbagli,
tu che non sbagli e non paghi…
piangi,
piangi che ti compriamo le arance!

1 Modo di dire siciliano di tipo consolatorio. Cianci ca t’accattu âranci.
2 Parola dialettale per indicare un terreno coltivato o meno, chiuso da muri a secco, caratteristico delle campagne siciliane.
3 Comiso era diventata sede di una base militare della Nato e gli americani vi avevano piazzato i missili a lungo raggio dalla testata nucleare – puntati verso la Russia l’allora ex Unione Sovietica.
4 Giuseppe Fava, giornalista catanese ucciso dalla mafia.

 

 

Ppi-mmia fussi

Figghiu miu, ppi mmia fussi
nun murissi mai.
Ma tu sai ca si mori,
comu sai ca ri stati
cc’è-ssempre u suli
e ri-mmiernu ciovi.
Comu sai ca si mori
sulu picchì si nasci.
Figghiu miu, ppi-mia fussi
nun nascissi mai.

Ma acciù ca sugnu natu
e-bbedhu arrinisciutu
cci pigghiài gustu a-ccampari
e-ccianciennu e arririennu,
cantannu e abballannu,
pinzannu e scriviennu
passu tiempu finu a quannu…
nu-bbellu iuòrnu
– sia faciennu ca nun faciennu corna! –
se-mmi scura… nun m’agghiorna.

SE FOSSE PER ME – Figlio mio, per me fosse / non morirei mai. / Ma tu sai che si muore, / come sai che d’estate / c’è sempre il sole / e d’inverno piove. / Come sai che si muore / solo perché si nasce. / Figlio mio, per me fosse / non nascerei mai. // Ma ormai che sono nato / e abbastanza cresciuto / ho preso gusto a vivere / e piangendo e ridendo, / cantando e ballando, / pensando e scrivendo / passo il tempo fino a quando… / un bel giorno / – sia facendo che non facendo corna! – / se la sera mi addormento… non mi sveglierò il mattino.

 

 

Pubblicato il 12 giugno 2020