In che luce cadranno di Gabriele Galloni

Nota e scelta di poesie di Anna Maria Curci

Le coordinate di questo universo dei trapassati si distinguono sia per la grazia sobria, essenziale del passo – il tempo del levare, la sapienza del sottrarre non sono ignote a Gabriele Galloni, giovanissimo autore di In che luce cadranno – sia per le ambasciate discrete, sul soffio dell’alba (per riprendere un verso), che esse fanno pervenire ai viandanti, naviganti, e pur sempre vaganti, agli umani qui ogni giorno sulla terra. E viene da chiedersi se l‘hic et nunc che viviamo sia attesa, sia figura o sia semplicemente l’immagine al di qua dello specchio, mentre al di là, nell’Eden dei trapassati (la musica dei quali è «il contrappunto/ dei passi sulla terra») regna, per dirla alla maniera di Gustav Meyrink nel racconto Spiegelbilder (“Immagini allo specchio”),  «un dio della mano sinistra». 

Anna Maria Curci

***

Ho conosciuto un uomo che leggeva

la mano ai morti. Preferiva quelli

sotto i vent’anni; tutte le domeniche

nell’obitorio prediceva loro

le coordinate per un’altra vita.

 

*

Lecito chiedersi come resuscitino

i morti e quale voce verrà data loro

in dono. E quale lingua e che corpo.

I morti hanno la febbre. Non è tempo.

 

*

Ecco perché le maschere mortuarie.

I morti recitano spesso i classici

nei pozzi pieni d’acqua o nelle vasche

da bagno. Li stravolgono con varie

amenità: li narrano al contrario

o li chiudono dopo tre battute.

 

*

I morti continuano a porsi

le stesse domande dei vivi:

rimangono i corsi e i ricorsi

del vivere identici sulle

due rive. In che luce cadranno

tornati alle cellule.

 

*

Se la madre dei morti è sempre polvere,

i morti cercano la loro madre

ogni sabato sera sulle spiagge

libere; sotto le sedie o nei gelati

caduti di mano ai ragazzini

in chissà quante estati, in chissà quanti

alberghi, marciapiedi, lungomari.

 

*

La musica dei morti è il contrappunto

dei passi sulla terra.

 

Gabriele Galloni è nato a Roma nel 1995. Studia Lettere moderne all’Università La Sapienza. Ha pubblicato Slittamenti (Augh Edizioni, Viterbo 2017) con una nota di Antonio Veneziani.