Il giorno che non sai

Poesie in lingua di Claudio Porena

[MAGGIO 2020] Il giorno che non sai, di Claudio Porena, Roma, Edizioni Cofine, pp. 288, euro 30,00

Il libro è disponibile anche in e-book (formato PDF), euro 10,00 (Iva inclusa)

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Dalla nota dell’autore: «La Parusia è vicina: lo attestano le Sacre Scritture, i profeti, i veggenti e la scienza sacra ed esoterica, non quella deviata, ma quella plurisecolare ispirata ai principi evangelici e cristici puri, ermetica e giovannea nello specifico. Il giorno che non sai, seguendo ritmi e strategie che sembrano (e non sono!) abbandonati al caos, vaglia e ricuce, esamina e dissemina nel testo in versi epiloghi di un transito terreno, intriso di dottrina e di lirismo, in un tessuto metrico continuo».

Il libro è suddiviso in otto parti: Colombo da Rebibbia; Annego in riva; Ormai è estate e nubi; Espunti versi; Innesco della Via nel punto cieco; è do minore in chiave; è l’Ego Sum; Le onerose attese.

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L’AUTORE

Claudio Porena, nato a Roma nel 1974, dottore di ricerca in Storia della lingua italiana, diplo­mato in chitarra clas­sica, esercita l’insegna­mento di questo stru­mento e ha diverse pub­blicazioni all’attivo come linguista e poeta.

Con Edizioni Cofine ha pubblicato il volume Unità e varietà linguis­tica nella moderna poe­sia dialettale della pro­vincia di Roma (tesi dot­torale), prefazione di Gi­anluca Biasci, Roma, 2015.

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NEL LIBRO

Pubblichiamo alcune stanze tratte dalla prima parte “Colombo da Rebibbia”.

Noi siamo qui
chiamati a porre in atto
il senso vero
e proprio di un antico
insegnamento
e di una sacra scienza
universale.

Il Noi contiene l’Io:
l’Io sono è in noi.
Noi siamo l’Ego Sum
che dice Noi
quando abbandona l’Ego
egocentrista
e abbraccia l’Universo.

È tardi ormai,
non c’è più tempo ormai:
termina il tempo
in cui doveva l’uomo
aver assolto
al proprio salvamento,
al proprio bene.

 

 

Ormai chi sarà salvo
avrà da tempo
abbandonato tutto
e dato tutto
ai poveri di Dio,
non trattenendo
un solo soldo in tasca.

È questo il prezzo
a tutti noi richiesto:
è denudarci
e farci trovar pronti
alla chiamata
ignudi come gigli
incandescenti.

Arriva il Giorno in cui
su questa Terra
un uomo sarà preso
e l’altro no,
portato sulle nubi,
interamente
ignudo come un bimbo.

 

 

[…]

 

Spogliamoci di tutto,
e adesso e qui
viviamo come viene
e rimaniamo
ignudi d’ogni cosa
e senza peso
alcuno da portare!

Ai privilegi
e ai soldi incatenati,
impantanati
in tutti i nostri averi,
appesantiti
e senza il balenio
d’una coscienza!

Iddio bussa alla porta
e ci richiama
a rinunciare a tutto.
E tutto è tutto:
ignudi veramente,
in senso stretto,
e veramente santi.

 

 

 

È questo giorno,
è questo giorno stesso
il tempo estremo
a noi concesso qui
per ravvederci
e per entrare in questa
idoneità.

Pochi saranno allora
i veri eletti
e poco più i chiamati
a questa svolta,
a questa estrema prova
in cui mostrare
a cosa si è disposti.

E non sarà
flessibile il giudizio.
E tutti noi
saremo giudicati
in base ai fatti.
E sarà questo il fio
di tutti noi.

 

[…]

 

I fiori e il vento,
il canto degli insetti
e il più sottile
effluvio delle piante:
è un Magistero
il mondo in armonia
con l’Assoluto.

Iddio creò le parti
e l’unità
come un’immensa cetra
e li ha inseriti
in un’economia
di redenzione
e in una gerarchia.

Specchio ed enigma
irradiano il divino
e danno corpo
e forma percettiva
all’entità
che abita nel cuore
e lo trascende.

 

[…]

 

È già iniziato
il tempo in cui la Terra
affonderà
nel caos più disperato,
in cui ben pochi
avranno facoltà
spiritüali.

 

 

Il guscio che imprigiona
il nostro Io
dovrà potersi aprire
e far uscire
un’energia che unisca
il microcosmo
all’armonia totale.

Abbandonato
il proprio isolamento
e diventato
unicamente fluido,
un uomo nuovo
avrà trasfigurato
il proprio stato.

Anonimo e svuotato
il cuore espande
– effuso come un olio –
i suoi confini
e approda all’entità
trasfigurata
e fulgida dei Cieli.

 

 

Il mondo è bello,
e la bellezza è il segno
in cui si specchia
Iddio nell’immanenza,
e in cui la Terra
assume la bontà
del suo Creatore.

Il giorno che non sai
sarà un meriggio,
un fulgido solstizio
in cui lo Sposo
inaspettatamente
incontrerà
la Sposa faccia a faccia.

Ormai lo so
che accorgermi di Te
dentro le cose
è un salto di coscienza,
un’apertura,
un lume che pervade
i miei recessi.

[…]