I ricordi dell’Alba di Alba Ingletto

Recensione di Maurizio Rossi

 

“Al raggiungimento di un’età importante, come i 14 lustri, è doveroso festeggiare…ed anche l’Alba festeggia, ma, siccome non beve, non balla, non fuma e non gioca, invece di convocare gli amici in un luogo attrezzato e più o meno à la page, ha pensato di dedicare loro questo piccolo dono, ovvero una raccolta di nugae…un collage di squarci di vita…”

Nugae, cose da niente, le chiama Alba, per meglio dire cose raccontate con semplicità, ma nient’affatto semplici; lo stile scorrevole e vario, condito di ironia anche rivolta verso sé stessa, fa “levitare” momenti, persone, affetti e riflessioni. Il libro si compone di quattro parti: Marittima, Ricordi di scuola, Lourdes, Noterelle sparse; queste ultime su argomenti vari: economia, arte, toponomastica, linguistica, problematiche sociali. In queste – forse le vere e proprie nugae – si percepisce un punto di vista per nulla assolutizzato, pur se espresso con fermezza, senza alcuna pretesa di convincimento altrui: atteggiamento didattico, maturato nei quarant’anni di insegnamento, paragonati dall’Autrice ai “Guarant’anni di inzegnamendo” del prof Aristogitone di Alto Gradimento, storica trasmissione radiofonica amata da ogni “sessantottino”.

Ovviamente la parte più abbondante raccoglie i ricordi di Marittima, località della costa pugliese nei pressi di Castro Marina nel Salento, dove Alba è nata: pur essendo la sua famiglia trasferita da poco tempo a Roma, la mamma aveva trascorso l’ultimo periodo della gestazione, circondata dalla sua famiglia nella grande casa paterna. Lì ha trascorso le sue estati, in un luogo descritto molto bene, con l’affetto di chi la sente parte della sua vita. “Sono nata, in un luminoso giorno di febbraio verso la metà del secolo scorso, nel lettone della nonna, in una grande stanza dalle volte a vela, in una casa liberty, che allora era situata agli estremi confini del paese”. E la ricorrenza della nascita per Alba è occasione negli anni di qualche piccolo ricordo scritto, ognuno originale di per sé, impreziosito talvolta da frammenti di miti classici, come quello dei Fasti di Ovidio“Ma già il ragazzo dell’Ida (Ganimede) si sporge fino a metà del corpo e versa limpide acque miste a nettare…Al quinto sorgere dalle onde marine (dopo il 5 febbraio, cioè il 9) Lucifero (la stella del mattino) solleva il suo astro splendente, e sopraggiunge il tempo della primavera!”

Le pagine sono altrettante scatole magiche che si aprono su viaggi avventurosi per raggiungere Marittima da Roma in treno; su mondi fatati, come la cantina dell’Ofelia, “dalla quale erano tacitamente ma rigorosamente banditi i maschi, popolato da fanciulle che imparavano l’arte…a confezionare i vestiti da sposa e gli arredi”; sulla Cornula, pianta che dà il nome alla residenza estiva, circondata di vegetazione- verde intenso degli ulivi, fichi d’india variopinti, vite americana; i compleanni del nonno, spunto per parlare di settembre e del termine delle vacanze; storie di eredità e di strani personaggi; di nonni e genitori ricordati con affetto, ma senza sdolcinature: del resto come lo potrebbe l’Alba?

I ricordi di scuola non raccontano episodi di insegnamento, incontri con i colleghi, che pure avrebbero potuto impegnare molte pagine;  focalizzano solo momenti importanti, che esprimono compiutamente la persona dell’Autrice:  gli esami di maturità, orgogliosamente completati con una “superba media, ben superiore all’ 8” e l’addio all’insegnamento “il migliore dei mondi possibili”  vissuto con una fortissima appartenenza al liceo Benedetto da Norcia, che a detta di un alunno dell’Alba, “le fu costruito intorno” !

Dunque, biografia – racconto, con ironia a volte graffiante, altre indulgente.  E se talvolta affiora un certo autocompiacimento o “fanaticheria” l’Alba non li nasconde, con la sua onestà, non solo  intellettuale: è sicuramente un pregio.

 

Alba Ingletto, I ricordi dell’Alba, Publinext, Terracina (LT) 2018

 

Alba Ingletto. È stata professoressa di latino e greco in un liceo romano. Ha pubblicato anche : “Dal Salento al Piemonte” Le lettere ai familiari di un giovane salentino militare di leva in Piemonte, 2019; con Stefania Santi il saggio “Stefano Caffari. Memorie di una famiglia della Roma del Quattrocento. Testo latino e italiano”, 2010.