I nomi delle cose di Giancarlo Baroni

Recensione e scelta di poesie di Maurizio Rossi

 

Filosofia e poesia, ragione e follia, pur avendo in origine un comune arché – lo stupore, la meraviglia e l’apertura ad ogni esperienza – si sono via via distinti, delimitando il rispettivo campo e generando conflitti, talvolta solo mentali, altre volte nella profondità dell’io o nelle relazioni tra le persone.

Quando si sente dire “La Poesia dà il nome alle cose” sembra che si voglia affermare il suo primato sulla conoscenza e sul linguaggio; ma nella prospettiva della origine comune, questo “dare il nome” vuol dire non solo conoscere, ma com-prendere e poi offrire a chiunque ascolti e legga, senza farne un possesso esclusivo.

In questo senso per me va intesa la silloge del Baroni; non come un dizionario che definisce le cose solo per criteri dei sensi, ma come relazione tra l’uomo e le cose, animali, situazioni. “Kangarù risponde all’esploratore/ che gli domanda il nome// di quel buffo animale saltellante/ Kangarù ripete non capisco” che esprime il fermarsi alla logica del capire, senza lasciarsi andare alla “follia” del comprendere, conoscere senza possedere, senza asservire, fosse anche al linguaggio.

Così il Nomen dare, compito iniziato del biblico uomo “concreatore” si arricchisce, nella possibilità del riconoscimento di esistenza, funzione, identità, spesso non ambigua in sé, piuttosto nella contrapposizione; diviene testimone della libertà dei soggetti che scambiano le condizioni, non di fissità di atteggiamenti e giudizi “Loro sperano/ che dal portone si affacci/ un drappello in segno di resa// noi all’orizzonte si sollevi/ la polvere di cavalieri amici” (Punti di vista). “Il passo è breve/ basta solo una svista. La mossa// del nemico che ti spiazza/ impari e la fai tua” (Da predatore a preda).

Suggestivo anche l’incontro tra il pensiero che si fa pittura e quello che diviene scrittura, dove l’Autore-fotografo tocca e si immerge nella trasparenza dell’artista, senza essere catturato dalle sue “trappole”: di tutto questo, la materia grezza è garante “Prima di essere immagine del mondo/ verità oltre gli occhi/ sei carta muro tavola/ liscia superficie bianca/ polvere variopinta/ dalla materia grezza nasce/ questa bellezza che ammiro”.

Otto sezioni compongono la raccolta, nella quale, come onestamente annota l’Autore –  ed è certo segno di merito – sono inserite poesie presenti in antologie o in altre opere, e sono: La polvere di cavalieri amici, in cui la polvere confonde i piani temporali, ma non la compiuta brevità della forma e la chiarezza dei significati; Un seme tra le mani, quasi una meditazione sulla vanità e sulla morte; La partenza del padre, composta di una sola poesia, dilatata nei suoi molteplici sensi; Le arpie in pesci, accettazione consapevole di sbagli o di abbagli, non sfuggiti se si vive da protagonisti; Siete voi che amiamo, lirico e netto affresco sul mondo femminile, accolto o tradito; Solo chi rasserena amo, dove l’amore, maltrattato e confuso nei secoli da tante definizioni, torna al suo profondo senso di rapporto appagante e benefico ( confermato dalla drammatica “L’ipotesi di un sogno”: “Fu infine troppo lento/ il suo passare, e lungo/ lo sguardo: lui/a cercare altrove/ io la mia pace”); L’amore ha la stessa verità, brevi composizioni in rima sulla letteratura, dove l’amore è sempre autentico pur se colto da differenti angolature sensoriali ed emotive; Le trappole di Rauschenberg, (“Aggiungo realtà al colore/…Tocchi per credere/ sei dentro il mio quadro.”) che prende il nome dal fotografo e pittore statunitense e contiene “letture” personalissime di opere pittoriche e plastiche, in un viaggio insieme con gli artisti, attraverso la storia dell’arte.

La scrittura del Baroni è limpida e non priva di ricercatezza; la dimensione esistenziale, pur nel disincanto, mai disperata; letture, studio, osservazione attenta, sono la “materia grezza” sulla quale si dispongono le parole e si offrono al lettore, libero sì di comprenderne i molteplici sensi, ma non di consumarne l’anima. Né lo potrebbe.

 

 

Petalo dopo petalo

 

la rosa di Magritte

occupa la stanza,

 

sino a quando resterà imprigionata

per quanto le pareti reggeranno?

 

 

Bernini

 

Muscoli come ali le dita

ramoscelli di alloro e di cristallo

dei sassi tirati con la fionda

centrano le comete e si disfanno

 

in scintille e raggi sguardi

beati fissate stupefatti

è vera gloria.

 

 

Beatrice

 

Non per Dante l’onestà di Beatrice

né per Ulisse in fondo la pazienza

 

di Penelope era l’incantatrice

autentica bensì la conoscenza.

 

 

Solo chi rasserena amo

 

Mi scrivi che la passione ti colpisce,

che il sentimento sincero brucia

e consuma. Scrupolosa ne elenchi le ferite.

 

L’amore sostieni,

è la pazzia inguaribile

che fa il respiro affannato.

 

Per me, ti rispondo invece,

solo chi rasserena

amo.

 

 

 

 

Le ragazze portano dei mondi sulla testa

 

Le ragazze portano dei mondi sulla testa

e nelle tasche dei sogni

che distribuiscono ai passanti.

Qualcuno li cestina

qualcun altro li annusa

riscoprendone i profumi.

 

Dentro quegli occhi

corrono i desideri come dei petardi,

però della scia

c’impressiona più la luce che il fumo.

Sulle loro gambe passeggia la vita

quando non vuole annoiarsi.

 

 

Per caso per miracolo

 

Offriamole promesse elogi

riti di ringraziamento

verso il buio le cose

 

si dirigono naturalmente

ma dalla vita nascono

per caso per miracolo.

 

 

Corre l’anima dentro la stanza

 

Volevi scavalcare le sbarre

del letto dove giacevi

il cervello impartiva l’ordine

il corpo non lo eseguiva

 

gesti di fuga accennati

dai piedi e dalle mani.

Da quando ti sei placato

corre l’anima dentro la stanza.

 

 

 

Giancarlo Baroni, I nomi delle cose, Puntoacapo Ed., Pasturana (AL), 2020

 

 

Giancarlo Baroni è nato nel 1953 a Parma, dove abita. Ha pubblicato due romanzi brevi, Irene, Irene, 1992; Gli amici di Magnus, 1996. Sei libri di poesia: Enciclopatia,1990; Simmetrie e altre corrispondenze, 1993; Contraddizioni d’amore, 1998; Cambiamenti, 2001; I merli del Giardino di san Paolo e altri uccelli, 2009 e Le anime di Marco Polo, 2015.
Alcuni suoi racconti compaiono in raccolte poetiche. Del 2004 è un libro di riflessioni letterarie intitolato Una incerta beatitudine. Diverse sue poesie sono presenti in svariate antologie e volumi fotografici. Una scelta significativa di versi (tradotti in inglese dal poeta Max Mazzoli) si trova nel sito internet www.italian-poetry.org. Un’ampia scelta si trova inoltre nei siti di “Poesia e Moltinpoesia”; “Poliscritture” e “L’Ombra delle Parole”. Questo il suo sito personale: www.giancarlobaroni.com.