Il rumore dei miei passi
mi rimane
incastrato
dentro
pieno di domande
interrogativi
sordo
prepotente.
I miei passi
di trent’anni
dai gradini del terzo piano
di casa
alle scale scrostate
dei reparti.
I miei passi di trent’anni
di mattina presto
di sera
di notte
a volte
di ghiaccio
a volte caldi
a volte
senza voce.
I miei passi
di trent’anni
da casa alla fabbrica
dalla fabbrica
a casa
sempre nelle ore
più deserte
del mondo
a volte pieni
di tutto
a volte
pieni di niente.
Mi martellano forte
dentro
trent’anni
angosce
lotte
tempi che si rompono
e si congingono
sempre
in avanti
silenzio
parlano
muoiono soli
si rialzano
sfiniti
ricominciano
vogliono
I miei passi di trent’anni