eu-nuca

di Patrizia Sardisco

 

NOVEMBRE 2018 – eu-nuca, di Patrizia Sardisco, Collana “Aperilibri”, N. 14, Roma, Edizioni Cofine, 2018, pp. 32 autocopertinate, euro 5,00.
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Questo quattordicesimo “Aperilibro”, si articola come un vero e proprio poemetto in 31 quadri sulla Grande Vecchia, l’Europa, che ben poco ha in comune con la bellissima fanciulla del mito dal quale il continente trae il suo nome. Quel prefisso eu anteposto a nuca, dismessa la parentela con il significato nel greco antico, non sta più a indicare alcunché di benevolo, giacché esso non è che l’acronimo per European Union. La EU è l’Unione Europea che si è messa alle spalle, dietro la nuca dunque, solidarietà, casa comune, accoglienza, e che si è fatta marcescente amministratrice dei no, dei rifiuti e dei rigetti, degli schermi di carta, delle foglie di fico degli accordi su paletti e fogli di via. (Dalla Prefazione di Anna Maria Curci)

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L’AUTORE

PATRIZIA SARDISCO è nata a Monreale, dove vive. Laureata in Psicologia, specializzata in Didattica Speciale, lavora in un Liceo di Palermo.
Scrive in lingua italiana e in dialetto siciliano. Sue liriche e alcuni racconti brevi compaiono in antologie, riviste e blog letterari.
Nel 2016 è stata pubblicata la sua raccolta poetica Crivu, primo premio al “Città di Marineo”.
Nel 2018 si è classificata al 2° posto al Premio città di Ischitella – Pietro Giannone con la raccolta  inedita di poesie in dialetto “Ferri vruricati (arnesi sepolti)”.

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#1

sorda e sazia
la Vecchia incontinente
occhieggia
le chiavi dei cassetti
dal suo salotto buono

edifica castelli di origami
in fibra di cotone
e filigrana

un riverbero algido
dagli ologrammi
opaco poco nitido
il suo lato sinistro

#2

la Vecchia
al petto stretta
la borsa dai ricami
ricava identità cifra su cifra
rafferma punti forti nel diritto
ostenta una retorica al rovescio

sorda sa misurare il lessico
bene al riparo da spifferi ideali
_ come ogni vecchio sa
nella sua casa
quali infissi serrare e che suffissi
non avere in comune con la storia

tira a scossoni incerti fili fila

paventa le correnti
spinte di spore spurie
rigurgito di primavere
promananti dal mare

se il vento è da ponente
_ spalancare a ponente
saracinesche a sud

#3

parole sante asettiche
_ ma una parola buona
non si nega a nessuno

un monito infecondo
un obolo, un elogio
un fiore giù da un molo
fuori dall’area cieca

_ mentre si volta accorta
a non bagnarsi i piedi
non sporcarsi le mani