Due poesie di Paolo Emilio Urbanetti

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo queste due poesie di Paolo Urbanetti

 

INCONTRO

Ingannami ti prego

(non so come)

non dirmi che aprirai

mostrandoti sincera

nei tuoi anni.

Non voglio verità

concedimi la parte

che nulla sia cambiato

che siamo ancora noi.

C’è tempo per gli affanni

amica mia

abbracciami

fingiamoci perduti

nell’ultimo fulgore

dei vent’anni.

PAROLE MIE

Parole mie perdute

in un cassetto e ritrovate

vi leggo e mi sembrate

così non necessarie

retoriche scontate

e dite di naufragi

di rotte senza meta addirittura

ma quando foste scritte

che sapevo d’affanni e di paura?

Inutili parole non temete

non vi rinnegherò

oggi che saprei dirvi e non vi dico

io guarderò leggero

la vostra ingenuità che sa d’antico.

 

Paolo Emilio Urbanetti è nato a Rieti nel 1955. Laureato in Filosofia, ha esercitato in gioventù la professione di tecnico del suono e attualmente è Guida Turistica. Tra i suoi interessi spicca la storia locale della Tuscia Viterbese, a cui ha dedicato diversi saggi e articoli. La sua produzione in dialetto romanesco inizia nel 2015. Ha pubblicato in proprio la raccolta Venti Sonetti Romaneschi. Una seconda raccolta è in corso di elaborazione. Pubblica regolarmente le sue poesie sul suo profilo facebook.