Due inediti di Luigi Bressan

Con grande gioia pubblichiamo, ringraziandolo cordialmente, due inediti del poeta (e maestro) Luigi Bressan

 

Notizie dalla luna

 

I quotidiani stanno aperti ai tavoli dei bar

correnti li sfogliano tra porte sbattute

 

La gente che c’era forse non voleva diradare

ma da chiusi giardini sale il ricordo d’un verso

la risatina schiacciata della Torquilla chiassosa

invisibile o mima del serpente per campare

 

arriva il sentore delle foglie a macerare

guardingo tappeto di solitudini vissute

 

sulle guance sulle labbra i petali immacolati

della magnolia in bocca i suoi denti sanguinanti

 

È un mattino sciacquato dalla pioggia notturna

lacrima di limpidezza e frescura e innesca

la sete degli esseri e dell’ora che avanza

 

È giorno di luna in cielo luna d’albume

 

Ormai spartita la gente si ferma a guardarla

torce il collo brevemente come l’uccello serpe

 

La luna ha sempre un discreto successo

così infeconda così ritrosa e pura

nel suo andare lungo il margine radiale

 

Alcuni usciti con berretti gialli

non trovano il punto di raccolta

non faranno ritorno non rincaseranno

qualcuno li cercherà o nessuno

 

Alcuni reclamano i fatti vogliono vederli

mentre accadono adesso davanti in prima fila

vogliono poter dire io c’ero con la luna

prima che arrivino le notizie ad affiggere manifesti

accorrere mescolarsi raccogliere oggetti

frammenti d’uno schianto conservarne l’orrore

accanto alla conchiglia col rumore del mare

 

Alcuni rimasti prendono il caffè al banco

incrociano sguardi scordati nel silenzio

nel fondo degli occhi rancori d’insonnie

 

Talvolta senz’essere notati

s’accostano momenti della vita

zucchero versato sul marmo

 

la ragazza che serve allegramente

sentendo i desideri che l’abbracciano

 

(17 luglio 2019. Cinquant’anni fa l’uomo sbarcava sulla Luna)

 

 

Pentimento

 

Queste giornate di dicembre inclini a scadere

come se il grigio e l’azzurro fossero lo stesso colore

queste giornate ventose sul lauro rivenuto

dalle nevi dell’altranno simulano altro tempo

quando l’andare era ampio di spazi aperti al volo dal mare

 

mi doleva la terra violentata stanca di figliare

mentre fuggivo i solchi spaccati verso le sparse macchie

 

cercavo una radura tra gli ontani che respiravano l’inverno

là in mezzo restavo sospeso in silenzio guardato da ogni parte

le gocce colpivano le foglie secche al suolo finché

un’unica ombra senz’occhi mi volgeva le spalle

 

era una muta domanda: vuoi sapere? Una muta risposta:

mangia quel fungo che là sulla morbida riva biancheggia

 

tornavo contumace come questo lauro e invecchiato

e tutto riempito nel mio vuoto d’un’assenza risonante

come quando mascherate le verghe arse dal sole

s’aggiravano a colpire la sera tra i fuochi e le falistre

 

e castigavano le notti e le cervici e gli inguini

 

 

Luigi Bressan è nato nel 1941 ad Agna (PD) e vive a Codroipo (UD), dove ha insegnato materie letterarie e latino. Ha pubblicato alcune opere di poesia nel dialetto del suo paese d’origine: El canto del tilio (Campanotto, Udine 1986); El zharvelo e le mosche (Boetti & C., Mondovì 1990); Che ’fa la vita fadiga (Edizioni del Leone, Spinea 1992); Maraeja (Poesia in piego n° 26 – Grafiche Campioli-Monterotondo 1992); Data (Biblioteca Cominiana, Padova 1994); Vose par S. (Collana “La barca di Babele”, Meduno 2000). Per il Ponte del Sale ha pubblicato: Quando sarà stato l’addio? (2007), El paradiso brusà (2014) che raccoglie l’intera opera in dialetto e nel 2019 Quetzal. È presente in varie antologie, tra cui: Via Terra (a cura di A. Serrao, Campanotto, Udine 1992); Nuovi Poeti Italiani (a cura di F. Loi, Einaudi, Torino 2004). Ha fatto parte della redazione della rivista di letterature dialettali «Diverse Lingue». Attualmente dirige la collana di poesia “La Barca di Babele” per il Circolo culturale di Meduno. Con Il Ponte del Sale ha collaborato a La Bella Scola: I primi sette canti dell’Inferno letto dai poeti (2003) e all’omaggio Da Rimbaud a Rimbaud (2004). È in uscita nel 2014 per il Ponte del Sale l’edizione completa delle sue opere.