Due inediti di Francesco Di Giorgio

Ombre

Svolazzano
intorno indifferenti, talora
si soffermano, ci guardano,
trasparenti tra le nuvole,
evanescenti, translucidi nell’aria,
non li vediamo sogghignare.

Più spesso ci deridono
se forsennati scateniamo al verde
le trombe delle auto in fila
ed inveiamo e bestemmiamo quando
per tre secondi la connessione salta.

Di noi si fanno beffe
quando corriamo al botteghino,
speranzosi, coi numeri
che ci hanno dato in sogno,
e ridono
che tanto sanno
che tutto sarà sempre uguale.

Si commuovono
talvolta:
a terra rossa lanciano una rosa
ma noi la calpestiamo:
dai petali vermigli
mille molecole in frantumi
in mille rivoli nel mondo
disciolgono sangue raggrumato.

Allora piangono
come quando spessa su Kabul
la grandine perfora i tetti
e buca il suolo e scende
e spacca il manto sempre
più dentro e al fondo
e dalle viscere risale
e tutto scoppia,
e lontano una scheggia s’incavicchia
al midollo del bimbo accovacciato,
felice a disegnare sulla sabbia
che fu quella del bimbo più famoso.

Di lacrime rosse profilati,
sgomento- esterrefatto ,
tra i cirri li decifra
in visi tristi.

Coglie la rosa con l’ultimo gesto,
quale sarà la sua vita già sa.

 

Il sole di Monet

Il bavero rialzato un poco curvi
la sigaretta in bocca un fil di fumo
di polvere stretta la strada e vuota
intorno rado qualche ciuffo d’erba.
Tremula l’aria il sole di Monet.

Piano la gatta miagola sul fosso
avanti fa tre passi per seguirci
poi torna indietro al cavo della terra
stanotte sola insieme con la luna.
Allunga le ombre il sole di Monet.

S’annera la fossa, ci guarda triste,
la chiami non viene, il fumo svanisce,
mi guardi nel buio, non parli e mi dici
difficile sarà il sopravviverci.
E’ tramontato il sole di Monet.

 
Francesco  Di Giorgio,  nato a S. Agata di  Puglia (Fg..) il 03/ 07/1952, risiede a Roma dal 1956.
Docente di Lettere negli Istituti Superiori di 2° grado, durante gli anni Ottanta ha operato attivamente nel panorama poetico romano,  con il gruppo degli Iniustilisti ( poesia detta ) e  con il gruppo Fosfenesi ( poesia multimediale ).  Negli anni novanta ha spostato la propria attenzione verso il teatro  rappresentando più volte il proprio testo “ Infinitesimale” ( Teatro dell’Orologio, ed altri ).  Dal 1990 al 1998 è stato responsabile e regista del laboratorio Teatrale dell’ I. T. C. “ S. Pertini “ di Roma, con il quale ha conseguito il primo premio nella rassegna “ Teatro-Scuola 95 “ a cura del Provveditorato di Roma e dell’Agiscuola.
Nel 1998 ha dovuto forzatamente interrompere la propria attività, che ha ripreso solo ultimamente.
Fra i riconoscimenti: “ Menzione  D’onore “ al Premio Letterario  Internazionale “ Velino “ ( Maggio 1982 ); 5° premio al Premio Internazionale di Poesia  “ Carlo Capodieci “  ( Dicembre 1982 ); Premio Speciale nella sezione “ Poesia D’Amore “  al Premio Letterario Internazionale “ Tevere “ ( Giugno 1981 ); Diploma Speciale “Corona di Stelle” Europa Unita. E’ stato inserito in varie antologie poetiche e ha  pubblicato le seguenti raccolte:“Il sogno e il risveglio” 1981; “ La morte del gallo dipinto” 1983; “Infinitesimale”1989; Il Poemetto “ Allucinazioni in penombra”1999, A ricercare Dice. ed.Lepisma 2014.

17 luglio 2014