Dicembre 1986

Brivido


di nevischio


dalla minaccia


gonfia


del cielo,


ma lontano


un verde tenero


d’erba


come di giovane


grano.


 


Sorpresi


gli occhi


non sanno


se piegarsi


all’oscuro


profondo


del cuore


o slargarsi


a chiari


orizzonti.


 


Il doppio di sé


che confonde;


duplice procedere


di sponde


avverse


e sorelle,


di specchi


che riflettono


due volti.


 


L’eterno


indugiare


smarriti


al confine


indistinto


d’oscurità


e di luce.


 


(da Passi d’asfalto)