Diarietto cattolico di Giorgio Casali

Recensione e scelta di poesie di Maurizio Rossi

 

Dall’Autore, del quale ho avuto modo di commentare la raccolta poetica “Domestiche abitudini”, ho ricevuto questa plaquette, umile già nel titolo, ma coraggiosa. Dice infatti nella prefazione Francesco Iannone “…Alla nostra poesia, e soprattutto ultimamente, manca l’audacia…di scelte fuori dalle logiche di strategia e opportunismo intellettuali così vilmente dilaganti. Di tutto questo l’Autore non sembra preoccuparsi…” Giudizio forse eccessivo, ma non privo di ragionevolezza, se è vero che è ancora molto presente, tra i credenti, una sorta di pudore a confessarsi tali, nella poesia, così come nella vita; ovvero l’inclinazione a scindere la vita religiosa dalla vita quotidiana, a conferma di quello iato tra corpo e spirito, giustamente criticato.

Sta proprio qui l’originalità di Giorgio Casali, che nell’ordinario della vita (il futuro “Domestiche abitudini”) accoglie e racconta la propria spiritualità e la presenza di Dio, in un diario “cattolico” e non “religioso” quasi per sottolineare l’universalità della fede e il rispetto per le religioni,  espressione di culture diverse.

Si tratta di componimenti intensi, preghiere o semplici meditazioni, non certo facili e spesso sofferte “il silenzio è lo stare cristosenza/ il silenzio tumorale assenza” in un conflitto con sé stesso e con il male, la bestia che lui vorrebbe distruggere a costo di schiantarsi nello “scendere dalla collina” ; e viene da pensare a Mosè che scende dal monte del dialogo con Dio, e trova gli Israeliti in adorazione del vitello d’oro.

Casali testimonia come non sia  facile credere, fidarsi, abbandonarsi, senza avere la tentazione di partecipare, quasi carnefice, alla crocifissione, non potendo sopportare fino in fondo l’idea del volontario, inumano, sacrificio. Perché la gravità, che ci radica a terra, appesantisce anche la testa e lo sguardo e ci impedisce di “verticalizzare” cioè reagire al peso del dolore e del male e, al tempo stesso, guardare in alto, accogliendo il desiderio del Cielo, alto ma non irraggiungibile.

Nel sonno, stato di rinuncia al controllo sulla vita propria e degli altri, la pace del Signore ricompone l’unità di corpo e anima, mente e cuore, le proprie molecole e quelle che entrano dentro con il cibo.

E a chi pensa che la sofferenza abbia troppo spazio in questo “diarietto cattolico” l’Autore dice “Ce l’hai il tuo dolore. Che fai allora,/ lo porterai tutto da solo?”/Va solo scaricato il tuo dolore, va solo caricato”: ognuno ha il suo dolore e non ne resta schiacciato né vinto, solo se lo condivide.

 

Macchinetta

 Tagliarsi i capelli quasi a zero

lasciarne meno in testa che dentro il lavandino

è come convertirsi, è come

ripartire dopo essersi guardati e dire

cavolo mondo m’hai fatto soffrire

 

 

Compieta

 

…riappacificare

ciò che so con la testa e con il cuore

diventare con lo stomaco

metabolismo, bile…

 

Scenda su di me Signore

la tua pace quando dormo

 

Resurrezione…

 

Vertigini

 

Potremmo guardarti negli occhi un po’ meglio,

riuscire a sostenerli un secondo appena,

quel secondo non guardarci la punta delle scarpe

che sai sono sporche, slabbrate.

Abbiamo palpebre di piombo, stanche

costrette da forza gravitazionale –

soli non riesce verticalizzare.

  

Solo vorrei

lasciarmi placare.

 

 

 

Giorgio Casali, Diarietto cattolico, Ladolfi ed. Borgomanero (NO), 2016

 

 

 Giorgio Casali è nato nel 1986, in provincia di Modena. Nell’estate del 2011 si è laureato in Storia Magistrale all’Università di Bologna. Nel giugno 2010 ha pubblicato la sua prima opera di poesia, “Attaccamenti”; “Notte provincia”, è uscita nel gennaio 2011. Ha condotto “Bankshot”, un programma radiofonico settimanale su Radio Antenna1 di Fiorano Modenese. Dall’estate 2011 pubblica recensioni di libri di poesia nella sezione “Concreta Book” del sito dell’associazione culturale “Concretamente Sassuolo” Il suo blog: https:////giorgiocasali.blogspot.com/. L’ultima raccolta,“Domestiche abitudini” è del 2020. Andrea Chiesi ha pubblicato il catalogo d’arte 19 paintings 19 poems, che dopo la mostra a New York è stato messo in scena al Poesia Festival 2014.