Con il lapis*#22: Maria Lenti, Arcorass / Rincuorarsi

Nota e scelta di testi di Anna Maria Curci

 

Con il lapis*#22: Maria Lenti, Arcorass / Rincuorarsi. Introduzione di Sanzio Balducci. Postfazione di Manuel Cohen, puntoacapo Editrice 2020

 

Felicità       

El pegg en è mai mort:
proverbio della mia terra
che trovo diverso e uguale anche in Re Lear.
Verità che dura e durerà?
E se ‘l pegg, invec, fnissa
proprio con le soperchierie già vissute
(siriani congolesi afghani irakeni yemeniti
e silenziosamente altri sterminati)
se una colomba di qualche bel tempo
aprissa le ment, i còr di chi vuole potere e soldi
preminenze con prepotenze?
E se ‘l pegg bruciasse per sè stess?

(p. 73)

 

L’espressione in dialetto urbinate apre prospettive e dimensioni diverse e, in virtù del dialetto, collegate le une alle altre: la dimensione intima, familiare, il moto del cuore, trova una sponda nel riferimento intertestuale, nel richiamo letterario – Shakespeare qui e, disseminati in tutta la raccolta, Ovidio, Foscolo, Leopardi, Pascoli, Rilke, Cardarelli, Morante, Ortese – e questo, a sua volta, si rivolge alla voce della coscienza umana e, dunque, politica, passione e compassione.
Il sentimento del tempo che scorre, che fugge, che scivola o che mette in affanno, accorda la sua melodia con lo sguardo ampio di Maria Lenti, la quale, in viaggio o in terra natia, non dimentica mai le coordinate geostoriche delle esistenze individuali, anche (e soprattutto) di quelle dei «silenziosamente sterminati».

In questo movimento di incontro tra più dimensioni, l’alternarsi, anche nello stesso verso, di espressioni in italiano e in dialetto, evidenzia la qualità dialogica di una poesia schietta, felice nella comunicazione, ampia nelle variazioni, dalla ‘suite’, all’istantanea, al ricordo, alla puntualissima satira sul teatrino della politica italiana contemporanea.

Leggere Arcorass, “rincuorarsi” in dialetto urbinate, significa, per chi conosce e apprezza la sua poesia, ritrovarne la voce, il suo sguardo attento e la sua coscienza desta. Per tutti coloro che ne percorrono i versi, ascoltandone il canto limpido, porgere l’orecchio significa trovare consonanza nei toni che dicono di un confronto coraggioso con la realtà, significa riprendere fiato e coraggio, rincuorarsi, appunto. Significa, altresì, riconoscere tra i versi una serenità che non ignora il dolore, non ne fa un tabù, non tace in obbedienza alla rimozione diffusa, ma, al contrario, ne scrive e, scrivendone, medita sulle parole, sulle parole in dialetto e sulle parole in lingua italiana, sulle parole strapazzate e su quelle che, a fondamento di un profondo sentire comune, vorrei chiamare “le parole risanate”, guarite dall’uso e abuso della retorica del potere che è sempre magniloquente e sciatto, imbellettato e in malafede.

Nelle cinque sezioni che compongono Arcorass / Rincuorarsi È bel da bestia el mi dialett, Scoperta del dialetto e del mondo, Vita, Intime, Armuscinè precedute, nell’apertura In limine, dalla poesia «sogno ricorrente» Ai piedi del pero  modi di dire e termini, traducibili dal dialetto urbinate solo con locuzioni e lunghe circonvoluzioni, diventano lente di ingrandimento per indagare e scalpello di parole per spiegare e dispiegare fenomeni ed eventi, fatti altrove taciuti e correnti, con un forte principio di realtà che non rinnega i sogni e che denuncia gli inganni, che all’ironia e all’autoironia sapiente affianca la cognizione del malfin, della malinconia, dell’umor nero e, insieme, dell’insopprimibile desiderio, dell’onnipresente anelito. Il dialetto è allora, con una felice brezza che trasporta semi e chiarisce il pensare, terra materna di una alleanza feconda tra intelletto e cuore, tra i piedi che percorrono la terra e le mani che scrivono, tra la linea orizzontale che estende il suo sguardo e il suo sentire sul “ mondo così com’è”  e la linea verticale che va dal sé più profondo – un imo che è intimo – alle vette più alte di umanità.

 

Anna Maria Curci

 

*Con il lapis raccoglie annotazioni a margine su volumi di versi e invita alla lettura della raccolta a partire da un testo individuato come particolarmente significativo.