Con il lapis* #19 – . come cosa viva di Maristella Diotaiuti

a cura di Anna Maria Curci

 

Con il lapis* #19

Maristella Diotaiuti, . come cosa viva. Postfazione di Floriana Coppola, Terra d’ulivi Edizioni 2021

è questo incauto ritornare

che mi stride la pelle e non

mi fa parlare sotto sguardi

affamati fingendo tenerezza

onde di fitte moltitudini

hanno pareti d’oro compatto

qualcosa porti in soccorso lesti

e veloci a una a una

grano per grano balsami

di vino e pane nero

ma il lieve sussurro della notte

aggrava la ferita e precipita

la terra madre di tutto

(p. 19)

 

Fluire di partenze e di ritorni, “timide e indiscrete” le une («fu timida e indiscreta la mia partenza», p. 10), “incauti” gli altri («è questo incauto ritornare», p. 19), del loro scambiarsi i ruoli, del loro capovolgersi le une negli altri, del mutare delle “cose del mondo” («con lei mutavano le cose del mondo», p. 7), del loro rovesciarsi e inoltrarsi in luoghi scarni del logos («finché accade/ l’umile cosa si rovescia/ avanza in disadorne ragioni», p. 9): . come cosa viva di Maristella Diotaiuti conduce, con parole sapienti e sapide, ricche di richiami (dinanzi a una schiera nutrita, Hölderlin, giustamente menzionato da Floriana Coppola nella bella Postfazione e già evidente nel testo riportato, con il motivo del vino e del pane) e mai superflue, colme del sapore dell’esperienza e dell’enigma, attraverso un itinerario nel quale ogni tappa si manifesta come una galassia animata, pulsante di vita e pur consapevole della fine, sia essa morte, distruzione o trasformazione.

Il ritmo, grazie al quale le singole parole si articolano, si affiancano l’una all’altra, interrogano e rispondono, è marcato, di volta in volta, con dispositivi differenti: versi di misure varie – il componimento che introduce questa nota alterna, non in quest’ordine, settenari, un ottonario, novenari, decasillabi, un endecasillabo – con andata a capo; inizio in medias res con punto fermo, punto e virgola o due punti; flusso continuo con interpunzione ridottissima; distribuzione senza andata a capo con il punto fermo (p. 5) o con i due punti, punto e virgola, puntini di sospensione, con o senza parentesi tonde (p. 62) a guidare il respiro; versi separati da barre oblique (per esempio alle pagine 72, 92, 93); versi composti da una sola parola che ne accosta cinque senza soluzione di continuità: «avanzaunasolitariafiguraumana» conclude il testo a p. 38.

La varietà nella disposizione delle parole e del loro comporsi in frasi evidenzia la complessità dell’universo – onirico, esistenziale, etico, non di rado un vero e proprio atto di accusa nei confronti degli assassini e della permanente contemporaneità del loro agire – che emerge da tali composizioni: «nelle crudeltà testimonianze e detriti» (p. 76) e, a fianco, «ai margini delle cose di tutti i giorni questo cumulo di reti», «abisso dissennato» e «perfetta maestria, la radice» (p. 5).

Mentre si viaggia con colei che viaggia, l’io lirico, che di sé dice «mi affretto per andare verso la notte (p. 16), si scende nelle profondità di ogni cosa viva, si percepisce, «nel rombo del tempo», il segno, «sempre intorno alle cose un’ombra viva» (p. 71), ma, dopo «aver attraversato il libro del giorno», si può decidere di sospendere il tempo, di andare declinando il caos, per poter indagare e comprendere «il vuoto necessario per il pieno» (p. 49).

È un itinerario, quello attraverso e con . come cosa viva di Maristella Diotaiuti, che richiede e pungola l’attenzione, dona dettagli, colori e sfumature a ogni ritorno.

 

Anna Maria Curci

 

*Con il lapis raccoglie brevi annotazioni a margine su volumi di versi e invita alla lettura dell’intera raccolta a partire da un componimento individuato come particolarmente significativo.