Cinque sensi per un albero. A cura di Grazia Calanna

Nota di Maria Gabriella Canfarelli

 

Cosa sarà dell’umanità che ha reciso il rapporto con la natura?

In Cinque sensi per un albero (a cura di Grazia Calanna, attivista culturale, poetessa, giornalista), libro nato sotto l’egida del sito di letteratura e arte L’estroverso da lei diretto, in collaborazione con Mindart, Associazione presieduta dalla storica dell’arte Laura Cavallaro, autori in versi e autori in prosa, di arte figurativa e foto in digitale, rendono testimonianza, si fanno voce e sguardo della e per la natura, “tanto più in un delicatissimo momento storico qual è quello che stiamo vivendo, per riflettere più estesamente su quello che (a proposito di salute, non esclusivamente fisica) ci aspetta (e ci spetta)”, scrive Grazia Calanna; e ancora: “conoscitori della legge primigenia dell’esistenza, dai quali abbiamo moltissimo da imparare”, sono gli alberi, protagonisti assoluti di “un testo corale che coinvolge in pienezza i nostri sensi, i nostri sentimenti”. Un libro polifonico, dunque, omaggio alle foglie, alle radici, ai rami (braccia, mani, dita levate a indicare l’alto), dell’albero, degli alberi da abbracciare, amare, ricordare, cui dare parola e visibilità con una scrittura partecipe, emotiva ma anche analitica e sempre coinvolgente.

Dalla prosa di Antonio Di Grado, Letizia Dimartino, Marinella Fiume, Paola Casulli, Salvo Zappulla, Antonella Sgroi, Adua Biagioli Spada, Lina Maria Ugolini, Livio Cortese, Tiziana Fini, Laura Cavallaro, all’arte figurativa (disegno, tempera, olio, acquarello, tecnica mista) di Alessandro Finocchiaro, Giovanni Iudice, Cetty Previtera, Ciro Palumbo, Samantha Torrisi, Sebastiano Grasso, Sveva Calanna, l’ordinata presenza della natura, del verde della nostra infanzia, e il confronto di quella età col tempo presente, tra dato memoriale ed esperienza diretta; e riflessione e monito, anche, per le generazioni sensibili al tema, anche nei versi di autori, nomi che qui (e a seguire) elenchiamo: Angelo Santangelo, Gian Mario Villalta, Daìta Martinez, Gabriella Cremona, Dario Borso, Grazia Calanna, Renato Pennisi, Saragei Antonini, Giusi Baglieri, Fabrizio Ferreri, Gabriella Sica, Giuseppe Manitta, Giancarlo Stoccoro, Davide Cortese, Maria Grazia Calandrone, Franca Alaimo, Fabrizio Ferreri, Paola Loreto, Carlo Tosetti, Luigi Carotenuto, Orazio Caruso, Mariapia Quintavalla, Pietro Russo, Rosa Maria Di Salvatore, Antonino Giovanni Famà, Maria Grazia Insinga, Giovanni Iudice, Giancarlo Baroni.

Poesie, strofe alberate che si diramano o si intrecciano in forma di empito lirico quanto in forma espressionista, oggettiva, che indicano con precisione ogni particolare dell’albero, del suo dolore come del nostro e instaurano o consolidano il rapporto strettissimo, sentimentale/razionale tra corpo legnoso e corpo umano; e, dell’uno e dell’altro, la caducità, la perdita, la ferita a opera del tempo, sì, ma anche generata dall’incuria, dall’indifferenza, dall’azione scriteriata e delinquenziale (penso agli incendi appiccati, delitto contro la natura) di chi per profitto distrugge, fa morire boschi, parchi, verde, natura. Tutti i poeti presenti in questo volume, ne scrivono; e seguitando le pagine di poesia, altri autori quali Tommaso Di Dio, Maria Allo, Marilina Giaquinta, Sciabò Melania Vinci, Marco Sonzogni, Valentina Calista, Luigi Taibbi, Chiara Carastro, Diego Conticello, Rafaela Fazio, Antonietta Sturiale, Grazia Procino, Laura Liberale, Deborah Mega, Rita Pacilio, Lorenzo Caschetta, Paola Tricomi, Gabriella Grasso, Gerardo Masuccio, Maria Borio, Savina Dolores Massa, Azzurra D’Agostino, Dario Matteo Gargano, Giovanna Iorio, Marco Saya, Maria Rosaria Marcenò, Rossella Pretto.

Certo altro prezioso contributo sono le foto in digitale, ovvero l’arte fotografica di Andrea Cati, Anna Maria Gregni, Diana Finocchiaro, Antonio Raciti, Azure Moreux, Diego Zarck, Nino Federico (curatore di impaginazione e grafica del libro); Mauro Zorer, Giovanni Pozzi, Laura Licciardi, Giuseppe Campo, Scilio Calì, Sonia Maria Luce Possentini, Silvia Benedetti; e inoltre, presenti anche con i propri versi, Irène Duboeuf , Elisa Ruotolo, Giovanni Turra, Seba Giuliano , Laura Lomuscio , Silvia Rosa.

Cinque sensi per un albero non è solo una testimonianza collettiva, è un’iniziativa in itinere, destinata soprattutto alle giovani generazioni. Scrive in nota al libro la curatrice e poetessa Grazia Calanna: “Dopo questa prima (parziale) pubblicazione (…) se, come desideriamo, concluderemo con un editore coraggioso e tenace (…), stamperemo su carta ecologica l’antologia (…). L’idea è quella di sensibilizzare (anche) destinando i proventi spettanti per la curatela (…) all’acquisto di alberi da donare ai bambini perché li piantino nelle proprie città ovvero nelle medesime città di appartenenza degli autori che hanno sposato il progetto”.

 

 

Grazia Calanna (Catania, 27.9.1971), giornalista, dal 2001 collabora con il quotidiano “La Sicilia” per il quale cura la rubrica di poesia Ridenti e Fuggitivi. Dal 2007 dirige il periodico culturale L’Estroverso (lestroverso.it). Ha curato per la rivista “ELLE”, numero Ottobre-2017, uno speciale di poesia intitolato Nel verso giusto. Tra le pubblicazioni: Crono Silente (poesia, Prova d’Autore 2011); William Shakespeare, Sonetti 1 – 48– con AA.VV. (traduzioni in italiano, Prova d’Autore 2013); La neve altrove di Giovanna Iorio (traduzioni in francese, Fara Editore 2017); Poeti in Classe – 25 poesie per l’infanzia e non solo” con AA.VV. (italic pequod, 2017); Zafferana Etnea. Suggestioni letterarie alle pendici dell’Etna, in Borghi di. Sicilia con AA.VV. (saggistica, Flaccovio Editore, 2018); Il gatto Figaro (letteratura per l’infanzia, Algra, 2020). Per le edizioni Algra, con Orazio Caruso, dirige la collana Quadernetto di Poesia contemporanea.  È responsabile dell’Ufficio Stampa del MacS (Museo Arte Contemporanea Sicilia) per il quale ha curato PoetArte, connubio contemporaneo tra arte e poesia.