Anima mia di Giannicola Ceccarossi

Recensione di Manuela Mazzola

 

“Ti riconoscerò/ fra mille volti/ Ti chiamerò/ dalla chioma delle betulle/ e aspetterò/ che tu giunga/ per accarezzarti le mani”.

La silloge Anima mia del poeta Giannicola Ceccarossi si presenta con una rilegatura semplice ed elegante, così come lo stile: raffinato, scarno e infinitamente commovente. Non vi è punteggiatura, la musicalità delle poesie nasce dal cadenzare dei versi e dalla scelta di semplici parole.

Già dai primi versi il lettore viene catturato dall’amore delicato e non scontato: “Tu sei come uno spazio aperto”, […] “Il mio ultimo pensiero sarà per te/ Anima mia”.

La saggista Marina Caracciolo, nell’articolo apparso su Pomezia-Notizie del febbraio 2021, descrive così lo stile di Ceccarossi: “E’ una poesia trapuntata dalla pause, dai silenzi densi di pensieri, con versi brevissimi che possono anche ridursi a una sola parola”.

Dunque, poesie brevi ed intense, senza false enfasi, schiette come dovrebbe essere il vero sentimento d’amore.

Appropriata anche la scelta del dipinto in copertina, Two lovers, di Vincent Van Gogh: la donna cammina su un campo dorato di grano, appoggiandosi alla spalla del compagno. Forse stanno andando verso la loro dimora o forse verso il loro destino. Il grano simboleggia il ciclo delle rinascite, dunque anche della fecondità, fondamentale nella vita di una coppia che si ama, non solo nel senso della riproduzione, ma anche come fertilità di idee e di progetti da condividere lungo il percorso di vita.

L’anima è il respiro, il principio vitale, talmente necessario che senza non si può vivere. Infatti, la raccolta è dedicata alla compagna Patrizia, senza la quale il poeta non potrebbe vivere: senz’anima si può soltanto morire.

“E quando mi chiami/ fra radure colorate/ il suono della tua voce/ è un sussurro/ che si spande nell’aria/ Come un canto di allodole”.

Le liriche destano l’immaginazione del lettore e sembra che la coppia viva in un giardino dell’Eden, tra il cielo e la terra, cibandosi del loro amore, diviso tra carezze e necessità quotidiane.

“Ho voluto esprimere ciò che sento profondamente, disegnando con parole essenziali e semplici concetti, le emozioni che ci hanno accompagnato in questo lungo viaggio e che ci hanno concesso di viverlo con amore e dedizione”.

Queste sono le parole introduttive del poeta, il quale nasce a Torino e dopo una carriera manageriale, inizia a dedicarsi alla poesia. Dal 1967 pubblica ben diciotto raccolte di poesie, vincendo numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali Premio all’Eccellenza (Voci Abano Terme) e Premio alla Carriera (San Domenichino).

“È l’alba/ e le tortore mi parlano/ Mi raccontano/ di questo grande amore/ che non finirà”, una bellissima dichiarazione d’amore.

Giannicola Ceccarossi, Anima mia, Ibiskos Ulivieri Editore, 2020