A perdersi di Lorenzo Rapisarda

Nota di lettura di Maria Gabriella Canfarelli

 

Guardare nella stessa direzione dell’altro sino A perdersi (Giuliano Ladolfi Editore, 2022, prefazione di Alessandro Rivali, nota di Daniele Mencarelli) o diluirsi, sciogliersi come il fuoco divora il cero. Fondersi, invero, senza disperdersi, anzi: trovarsi, ritrovarsi anche e soprattutto quando non c’è parola per dire dolore/o croce. Lorenzo Rapisarda raccoglie il battito dell’esistenza – e del suo contrario, perdita, assenza – con commossa meraviglia e ne fa scrittura essenziale, parsimoniosa, chiara, intanto che vive in pienezza, a cuore aperto si lascia andare nel flusso della vita per coglierne l’istante luminoso in ritmo e in forma di parola, in spazio e tempo di consapevolezza.

Non si tratta di una poesia improntata esclusivamente a un registro lirico sebbene palese il coinvolgimento sentimentale di un’anima più che esposta e più che disposta a dirsi e a darsi intensamente, a partecipare ai fatti, agli eventi piccoli e grandi che incrociano la nostra strada, che a noi e ad altri accadono; ché  nel  dettato espositivo troviamo la presenza delle cose, di luoghi di transito e di vacanza, di paesaggi e oggetti, di elementi materiali: Un mazzo di chiavi, e anche sedie, armadi, banchi casse/giù per le scale; un paio di sneakers vuote, la sabbia, le conchiglie morte, e la vita a perdere ( la cassa (…)/ nel loculo per intero), vita che si rinnova e si ritrova (con tenera trepidazione) dove si vede di più, molto di più/con gli occhi spalancati dei bambini,  ovvero in quei visetti lì, vivi/in mezzo al cortile tra smorfie/ e sorrisi in punti interrogativi// un miracolo a ricordarti ancora/chi sei.

Uno sguardo bambino anche quando si è adulti, è questa l’innocenza da preservare, preziosità da accudire e alimentare con silenzi, pause di riflessione, istanti eterni d’una voce poetica forte, introspettiva e nitida che dal silenzio da finestre/in attesa a levante e anche dal ricordo/che ritorna in scroscio di doccia, ricompone e raggiunge un eden attraverso l’amore in senso lato e, allo stesso tempo, alimentando il sentimento devoto, quasi una preghiera,  per l’amata alle cui mani egli si affida.

Nella sezione che reca il titolo di questa splendida sorprendente raccolta d’esordio, Lorenzo Rapisarda ripercorre in forma di cantico la presenza ineffabile della donna – il dono, la promessa, la salvezza, l’accoglienza, la cura, il sigillo di unione, il Noi. Novello Salomone, il poeta scrive: Nell’offerta del tuo corpo brucia/la profezia del primo bacio; e ancora: Svegliarmi senza te non è mattina; ed è carezza che non chiede nulla in cambio, gesto erotico e pure gesto tenero, accudente, atto a lenire il dolore, le ferite, i traumi, le dita di lei che spalmano sul corpo di lui unguento di arnica, pianta medicamentosa da manuale di erboristeria indicata ‘erba delle cadute’.

Lorenzo Rapisarda. A perdersi (Ladolfi, 2022)

 

Nota biobibliografica

Lorenzo Rapisarda (Catania, 1982) lavora a Catania presso l’Istituto Francesco Ventorino ed è tra i soci fondatori dell’omonima Fondazione. I suoi interessi riguardano la poesia italiana del Novecento e in particolare Cesare Pavese. Collabora con il Centro di Poesia Contemporanea di Catania, con cui organizza laboratori, incontri e letture. A perdersi è la sua raccolta d’esordio.