A passi di prosa* #6: Antonella Caggiano – Francesca Capriotti – Monica Ferri, Sassi di parole. Un ritratto letterario e grafologico di Laudomia Bonanni, Edizioni Mondo Nuovo 2025
Il breve e denso saggio Sassi di parole si sviluppa lungo due direttrici principali: da un lato si addentra nella dimensione letteraria, dall’altro segue un itinerario grafologico. Al centro del libro è un’autrice ancora, purtroppo, poco conosciuta, ma meritevole di attenzione, Laudomia Bonanni.
Antonella Caggiano restituisce a chi legge un ritratto letterario dell’opera di Bonanni, Francesca Capriotti e Monica Ferri analizzano la grafia dell’autrice italiana in diversi momenti della sua vita, sulla base di alcuni documenti manoscritti.
Dagli studi e dalle considerazioni di Caggiano, Capriotti e Ferri emerge la figura di una donna, di una scrittrice molto attenta alla questione dell’autonomia individuale in genere e femminile in particolare. Nata a L’Aquila l’8 dicembre 1907, Laudomia viene chiamata così per volontà della madre, fervente monarchica e appassionata lettrice di opere amate dai sostenitori del Risorgimento italiano; Laudomia (dal greco: colei che domina i popoli) è il nome di una delle figlie di Niccolò de’ Lapi in Niccolò de’ Lapi di Massimo D’Azeglio.
Come la madre, Laudomia diventa insegnante elementare e ha il suo primo incarico a diciassette anni; viene mandata a Corvara. Nel 1926 entra in ruolo. Nel 1932 scrive della povertà degli abitanti dei paesi sperduti in cui svolge servizio nei primi anni di insegnamento nel libro Noterelle di cronaca scolastica.
Di Laudomia Bonanni sono stati pubblicati, prima sulla stampa locale, poi su quella nazionale, circa milleduecento Elzeviri, nei quali Laudomia racconta, tra l’altro, della sua terra, l’Abruzzo.
La sua scrittura, sottolinea Antonella Caggiano, è sinestetica e raccoglie le percezioni avvertite nei luoghi descritti. Essa non si limita, tuttavia, a questo, ma volge lo sguardo alle persone che abitano quei luoghi, alle loro tradizioni, alle visioni; scruta oltre le apparenze e le smaschera.
Le storie che Laudomia Bonanni narra con uno stile che va dalla precisione neorealistica all’incanto affrontano temi coraggiosi: la critica al patriarcato, l’emancipazione femminile, l’aborto, la dipendenza da droghe. Decisamente interessante è, inoltre, la trattazione dei rapporti dell’autrice con la storia (ivi compresa la sua iscrizione al partito fascista e, dopo la seconda guerra mondiale, il suo allontanamento temporaneo dal servizio), con altre scrittrici, con le case editrici. Chi legge si ritrova, così, a scoprire il ritratto di una donna di grande carattere e spessore culturale e letterario: «Ribelle, rivoluzionaria, estremamente contemporanea, ha tessuto con la sua stessa carne la trama della libertà della persona, ancor prima che della donna.» (p. 57).
Nella seconda parte, scritta da Francesca Capriotti e Monica Ferri, la breve introduzione alla grafologia anche nella sua evoluzione temporale, è seguita da esempi, illustrati e interpretati, della grafia di Laudomia Bonanni. Questa si evolve nel tempo, come dimostrano esempi di manoscritti e, in particolare, la sua firma.
La dinamicità dei tratti della grafia corrisponde anche al divenire e al modificarsi nel tempo di una personalità ricchissima e complessa, di un intuito e di un talento non sempre riconosciuti, dei rapporti interpersonali e del ritrarsi sofferto in sé di una donna, anticipatrice geniale del domani, che del domani si è sentita defraudata. Proprio perché le parole di Laudomia Bonanni – «E io, che ero una di domani … defraudarmi del mio domani», non diventino soltanto la sua epigrafe, le tre autrici, Antonella Caggiano, Francesca Capriotti e Monica Ferri, hanno progettato e realizzato Sassi di parole.
Anna Maria Curci
* La rubrica A passi di prosa raccoglie recensioni a testi di narrativa, teatro e saggistica con cui ho avuto modo di percorrere un tratto di strada, vissuto dalla prospettiva di chi legge. Di questa avventura itinerante sono testimonianza le note, tappe di un viaggio che si rinnova, appunto, “a passi di prosa”. (Anna Maria Curci)
Antonella Caggiano vive a Pescara dal 2016. Ha pubblicato: Estensioni, Galzerano editore,1990; Cronaca di uno zen annunciato, Albatros, 2010; Dolce di sale, con prefazione di Dante Maffia, Costa edizioni, maggio 2022; La vena delle viole, con nota, in quarta di copertina, di Davide Rondoni, Carta Canta Editore, novembre 2023; Amintirea perfectǎ (Il ricordo perfetto), tradotto in rumeno, Cosmopoli, Eikon Editori, 2025; il saggio Sassi di parole, Edizioni Mondo nuovo, 2025; il saggio Van li effluvi delle rose. Tosti e il segno poetico della melodia. Un’analisi a tre penne, pubblicato dall’Istituto Nazionale Tostiano di Ortona, novembre 2025; la silloge di poesie La vena de las violettas, tradotta in spagnolo da Emilio Coco, pubblicata dalla casa editrice spagnola Sial Pigmaliòn, dicembre 2025. È membro dell’Accademia Internazionale “Mihai Eminescu”. È ideatrice della rassegna culturale Voci Segni Silenzi, originale unione di linguaggi artistici diversi, nel cui ambito ha ospitato nomi di rilievo nel panorama culturale nazionale e internazionale.
Francesca Capriotti risiede a San Benedetto del Tronto (AP), ha seguito studi linguistici e poi grafologici. Consulente grafologa, educatrice del gesto grafico, tutor DSA, technician counselor, presidente AGI Marche. Nutre e coltiva da anni grande passione per la grafologia e per tutte le discipline dell’umano sentire.
Monica Ferri vive a Chieti e insegna materie letterarie nella scuola superiore. Grafologa e perito grafico giudiziario, si occupa di ritratti grafologici di personalità del mondo letterario e artistico e collabora con riviste, giornali online e programmi televisivi, promuovendo eventi culturali e grafologici. Ha pubblicato per Edizioni Mondo Nuovo i tascabili Chi era Gabriele d’Annunzio, Chi era Francesco Paolo Michetti e Chi era Ennio Flaiano (2024) ed è coautrice di Sassi di parole. Un ritratto letterario e grafologico di Laudomia Bonanni (2025) e del saggio Van li effluvi delle rose. Tosti e il segno poetico della melodia (2025). Ha curato nel 2024 l’epistolario Da dove spuntano i bucaneve. Lettere dal Matese di Brigida De Gregorio.
