A passi di prosa* #5: “I giorni inutili” di Anna Maria Vanalesti

a cura di Anna Maria Curci

 

A passi di prosa* #5: Anna Maria Vanalesti, I giorni inutili, Bertoni 2025

Quali sono i giorni inutili nell’arco di un’esistenza terrena? Rosalba, uno dei personaggi principali del romanzo di Anna Maria Vanalesti, I giorni inutili, sembra non avere dubbi. Nella sua vita brillante, agiata, costellata di successi nell’ambito professionale che lei, nobile di nascita, bella e affascinante, ha scelto, quello di esperta e critica d’arte, i giorni inutili sono quelli che la costringono all’inazione. Quei giorni si presentano a lei sotto forma di eventi drammatici, un rapimento nel 2008, la sparizione di un quadro famoso, l’esplodere della pandemia da coronavirus nel 2020; sono eventi che, allo stesso tempo, le mettono dinanzi alla coscienza i propri limiti e, soprattutto, un’inquietudine che non la lascia e che lavora nell’ombra, finché, a venti anni di distanza dal 2020, in un secondo finale previsto dall’autrice come intervento creativo di chi scrive un romanzo disponendo le architetture della narrazione e gli intrecci di vicende e relazioni con consapevolezza autoriale – è presente anche la dimensione metatestuale nell’opera di Vanalesti, con pagine che si occupano esplicitamente di tale aspetto -, sembra che la scelta di dedicare alla ricerca di sé giorni lontani dagli impegni familiari, sociali, professionali, schiuda invece la possibilità di interpretare in maniera più articolata e complessa, e senz’altro più distante dalla logica del profitto, la categoria inizialmente definita dei “giorni inutili”.

Il romanzo è ambientato prevalentemente a Venezia, ma ha anche altri scenari degni di essere menzionati: Milano, Roma, la Val di Susa, Washington.

Il ‘rapimento’ con cui si apre il primo dei quarantasette brevi capitoli del libro, è inizialmente avvolto dal mistero, ma ben presto si rivela come efficace dispositivo per permettere l’entrata in scena di altri personaggi rilevanti, tutti significativi nell’esistenza di Rosalba, tutti, a loro volta, impegnati come lei nella riflessione sui giorni che stanno vivendo: Gabriele, proprietario di una galleria d’arte a Roma e da lungo tempo innamorato di Rosalba, Marcello, fratello di Rosalba, poi Lena, governante di casa Van Luiz, figura centrale nel ‘mistero’ che occupa la prima parte del romanzo, Fabio Rovelli, amico di Marcello, Elena Fanti, amica di Rosalba. La cerchia dei personaggi si estende nel corso del tempo narrato fino a comprendere bambini, che diventano poi giovani e, nella parte conclusiva, una figura importante nel percorso formativo di Rosalba: Stefano Marucci. 

La dimensione formativa, intesa come cammino verso una sempre più ampia e profonda consapevolezza e comprendente tutte le età della vita, sottende l’intera opera ed è illuminata con limpidezza d’espressione dalla vocazione pedagogica dell’autrice, segno di un umanesimo, rinnovato e riaffermato nell’accogliere anche le prove più ardue e dolorose. 

Anna Maria Curci

* La rubrica A passi di prosa raccoglie recensioni a testi di narrativa, teatro e saggistica con cui ho avuto modo di percorrere un tratto di strada, vissuto dalla prospettiva di chi legge. Di questa avventura itinerante sono testimonianza le note, tappe di un viaggio che si rinnova, appunto, “a passi di prosa”. (Anna Maria Curci)

Anna Maria Vanalesti, nata a Faenza, laureata in lettere, vive a Roma dove ha svolto la sua intera carriera di docente e preside di vari licei. Studiosa di letteratura italiana e critica letteraria, ha scritto numerosi testi per la scuola superiore, con la Società editrice Dante Alighieri, tra i quali spiccano Lo specchio del Novecento, Leopardi e il fiore del deserto, Storia della letteratura italiana, Il firmamento di Dante, Il sigillo di Dante e La lingua della visionarietà dantesca. Con la casa editrice Aracne ha pubblicato il volume di saggi critici Transiti nella poesia, con Albatros Lo scrigno delle fiabe e con Viola editrice il romanzo Via Marchese di Montrone. Ha scritto e scrive su alcune riviste letterarie come “Poeti e poesia”, “Insula europea” e “Macabor”. Dirige a Ostia il circolo letterario “Il leggio del mare”, dove svolge un’intensa attività di recensione e di incontri con scrittori e poeti.