A passi di prosa* #4: “Lettere minuscole” di Claudio Dionesalvi

a cura di Anna Maria Curci

 

A passi di prosa* #4: Claudio Dionesalvi, Lettere minuscole, Le Pecore Nere 2023, 2ᵃ edizione 2025

Lettere minuscole è il titolo del romanzo di Claudio Dionesalvi, giunto nel 2025 alla sua seconda edizione. Se le epistole scritte all’epoca della seconda guerra mondiale e prestate dall’amico Giorgio, che le ha trovate in casa e le conservava in soffitta, a uno dei personaggi principali, Accio, sono un elemento chiave nelle vicende narrate, il punto di partenza di una ricerca, la definizione “lettere minuscole” può essere estesa sia le vite nella Storia di tanti umani ‘piccoli’, ovvero non potenti, non influenti, non al centro della scena, sia il modo di raccontarle, privo di toni roboanti e accenti retorici, ma tanto più efficace e convincente per chi legge.

La scrittura di Claudio Dionesalvi si distingue per l’unione di vivacità e delicatezza, di umorismo e comprensione profonda per le sofferenze altrui, per il ritmo agile conferito alla pagina e per la capacità di introspezione.

Il Prologo disegna la cornice in cui è inserita la narrazione principale: Claudio si presenta attraverso la sua professione – insegnante di lettere nelle scuole medie – e riferisce che la storia che chi apre il libro si accinge a leggere è una storia vissuta da un suo ex alunno, Accio, che ora, in una calda mattina di giugno, si accinge a sostenere la prova orale del suo esame di maturità. 

Inizia così la narrazione di ciò che è capitato all’ex alunno di Claudio, Accio. Accio è il nome con cui tutti chiamano il ragazzo nella sua città natale, Cosenza. Accio è in realtà il diminutivo di Pagliaccio, epiteto che gli è stato donato a causa del suo carattere «allegro e giocoso». Tuttavia il lato allegro della sua indole è in sordina. Accio ha perso il fratello maggiore per una «brusca malattia», ora è solo al mondo, senza legami di famiglia. Appassionato di storia, ha avuto in prestito dall’amico Giorgio la manciata di lettere scritte al tempo della seconda guerra mondiale perché, forse, esse potranno essere oggetto della sua ricerca (una volta si chiamava ‘tesina’) in vista dell’esame di maturità.

La curiosità e la passione per la ricerca mettono in moto Accio, il quale va a trovare una anziana ‘testimone del tempo’, la ultranovantenne maestra Lorena. Lorena, personaggio spiritoso, dalla battuta sempre pronta, irresistibile protagonista di episodi che strappano più di una risata a chi legge, era una bambina quando la persona che potrebbe avere avuto tra le mani quelle lettere mai recapitate, il giovane e coraggioso Orazio De Bonis, detto Mugnune, era il postino che distribuiva la corrispondenza anche negli anni ostili e pericolosi della guerra, spingendosi a portare le missive anche nei luoghi in cui si erano rifugiati, fuori città, i destinatari. 

Lorena aiuta Accio nelle sue ricerche, che lo portano a conoscere due altri personaggi carichi di anni e di esperienze, la studiosa Rosaria e Terenzio detto Little, anch’essi protagonisti di episodi raccontati con brio e, allo stesso tempo, con limpidezza espositiva.

I dialoghi si alternano alle ricostruzioni storiche di fasi drammatiche della storia di Cosenza, in particolare del periodo che va dal bombardamento del 12 aprile 1943 a quello del 29 agosto 1943. Gli scambi via Whatsapp sono seguiti dai resoconti degli incubi di Accio, gli incontri di questi con Ariella, la ragazza alla quale è legato e che è molto di più di un’amica, si alternano al racconto di incursioni diurne e notturne nell’Archivio storico della città.

La scoperta che attende Accio – e i lettori – è in attesa, così come la soluzione dell’enigma delle lettere. Nel viaggio che compie Accio, la storia di Mugnune con l’amata Maria si intreccia con la storia di Accio, la storia dei soldati che scrissero le lettere, così come la storia di Cosenza nel 1943, si svelano come parte meno nota, ma senz’altro meritevole di essere conosciuta, della storia italiana, della storia dell’umanità. 

Anna Maria Curci

* La rubrica A passi di prosa raccoglie recensioni a testi di narrativa, teatro e saggistica con cui ho avuto modo di percorrere un tratto di strada, vissuto dalla prospettiva di chi legge. Di questa avventura itinerante sono testimonianza le note, tappe di un viaggio che si rinnova, appunto, “a passi di prosa”. (Anna Maria Curci)

Claudio Dionesalvi è nato a Cosenza. Insegnante di Lettere nella scuola media, già militante del Centro Sociale Autogestito Gramna e ultrà del Cosenza Calcio, impegnato nella scolarizzazione dei bambini di origini rom, tra i fondatori dell’associazione Coessenza. Collabora con diverse testate, tra cui “Il manifesto”. È direttore del semestrale “Registro Sconnesso”. Ha pubblicato numerosi libri. Il suo blog è inviatodanessuno.it