A passi di prosa* #3: Francesca Senàtore, Spera di notte, L’Altracittà 2025
Ambientato in una cittadina calabrese ai piedi del monte Pollino, che nell’opera ha il nome di Puntarocca, articolato in un arco temporale che si estende dai primi anni del Novecento al 1922, Spera di notte è un romanzo che sa unire sfondo storico, storie individuali e contesti sociali con materiali e dispositivi sapientemente orchestrati: memorie e affabulazioni di familiari, archivi documentari, la pittura di personaggi credibili in una scala che va dalla straordinarietà alla tipicità, dalla visionarietà profetica alla meschinità che, nata dal rancore, si fa forte della violenza di gruppo.
La lingua è precisa ed efficace nel disegnare personaggi, situazioni, concatenazioni di eventi. Non manca, inoltre, una spiccata attenzione alla pluralità di registri e alle varietà linguistiche.
Una figura femminile, prima bambina, poi adolescente, in seguito giovane donna, è al centro degli eventi e, al contempo, funge da anello di congiunzione tra classi sociali in un’epoca in cui la divisione in classi era molto rigida. Si tratta di Diana Scorza, figlia di Salvo e di Dolina.
Diana possiede intuito, sensibilità, il dono prodigioso di guarire con il tocco delle mani. La sua capacità di vedere e sentire, di percepire anche oltre la dimensione sensoriale, si unisce a un’attenzione ai fenomeni naturali, a quelli sociali, agli aspetti relazioni e a una curiosità nell’apprendere che la destinerebbe, se i tempi in cui vive fossero diversi, agli studi universitari.
Intorno a Diana si muovono gli altri personaggi, tutti degni di nota e portatori di atteggiamenti diversificati nei confronti della Storia, dell’ordinamento sociale, dei legami tra le due dimensioni famiglia e società civile: accettazione a volte perfino passiva del ‘destino’ e del milieu nel quale sono cresciuti, rivolta violenta e rivolta ‘creativa’.
Per ciò che concerne la grande Storia, gli anni presi in considerazione dalle vicende narrate sono attraversati dalla Prima Guerra Mondiale e dagli eventi che hanno condotto in Italia alla presa del potere da parte dei fascisti. Le violenze dello squadrismo giungono, come svelerà l’evolversi degli eventi, fino a Puntarocca e mostreranno tutte le figure, vittime e colpevoli, nella loro complessità.
L’altro aspetto che evidenzia l’attenzione dell’autrice a una complessità della visione è l’intreccio tra la dimensione razionale, quella esperienziale e, ancora, quella sovrasensoriale. Quest’ultima, tuttavia, passa per una conoscenza appassionata eppure rispettosa della natura che abbraccia studio teorico e percezione dei fenomeni acuta e dettagliata.
Riguardo alla consapevolezza di Francesca Senàtore circa la propria opera di costruzione del testo, di presentazione ed evoluzione dei personaggi, di dialogo tra le storie provenienti dal repertorio narrativo e memoriale della famiglia e il grande contesto storico, tra materia documentaria e atto creativo, sono illuminanti le osservazioni contenute nella Nota dell’autrice: «Dire la mia, una volta alle prese con questa storia, non è stato facile. I personaggi – come ho capito fin da subito – non erano affatto in cerca d’autore. Il loro prendere corpo da figure reali, di cui io bambina avevo sempre sentito parlare per bocca di una famiglia di raccontatori, è stato solo un flebile pretesto. Poi la mia mano ha cominciato a rivendicare la sua autonomia, la memoria le si è affidata, e insieme hanno percorso un lungo tratto di strada.» (p. 8).
Alla vivacità e alla verosimiglianza con cui sono rese le relazioni tra i personaggi tra di loro, con il tempo e con le molteplici dimensioni alle quali si è fatto poc’anzi riferimento, occorre aggiungere le suggestioni letterarie presenti nel testo, percepibili tra le righe, mai forzate: il triangolo filadelfico composto da Ruggero, Diana e Filippo; la presenza favolosa, oscillante tra cielo e terra, di Luce Scorza, zia di Diana e sorella di Salvo, quasi una parente di Clara e soprattutto di Férula del romanzo La casa degli spiriti di Isabel Allende; i rituali per la villeggiatura delle sorelle Rimonti; il personaggio di Umberto Rimonti, affine al principe di Salina del Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, ma con maggior senso dell’umorismo e, non ultimo, un infido personaggio dal doppio volto, di cui lascio scoprire l’identità a chi si accinge a leggere Spera di notte, e che ha tratti in comuni con il dickensiano Uriah Heep di David Copperfield.
Anna Maria Curci
* La rubrica A passi di prosa raccoglie recensioni a testi di narrativa, teatro e saggistica con cui ho avuto modo di percorrere un tratto di strada, vissuto dalla prospettiva di chi legge. Di questa avventura itinerante sono testimonianza le note, tappe di un viaggio che si rinnova, appunto, “a passi di prosa”. (Anna Maria Curci)
Francesca Senàtore, nata a Cosenza, vive e lavora a Roma da vent’anni. Laureata in Lettere Antiche all’Università “La Sapienza” di Roma, ha sempre coltivato la passione per il teatro e per la musica, oltre che per la scrittura. Autrice di spettacoli teatrali e musical per ragazzi, autrice di testi musicali, racconti e poesie, attualmente insegna Italiano, Latino e Greco in un liceo classico romano. Nel 2016 fonda il trio vocale “Amaranta”, attualmente attivo, che esplora sonorità mediterranee in un repertorio vario e raffinato.
