A passi di prosa* #1: Maria Lenti, La luna non cade

a cura di Anna Maria Curci

 

A passi di prosa* #1: Maria Lenti, La luna non cade. Disegni di Oliviero Gessaroli, introduzione di Anna Carletti, ViVarte 2025

La luna non cade di Maria Lenti, raccolta pubblicata nel 2025 dalla Associazione Culturale “L’Arte in Arte” di Urbino, con i disegni di Oliviero Gessaroli e l’introduzione di Anna Carletti, riunisce gli articoli scritti per “Il Corriere Adriatico”, con cui Lenti ha collaborato dal 2007 al 2012. 

Gli articoli, della lunghezza di circa 5000 battute al pezzo, testimoniano nella limpidezza della scrittura e nella vivacità dello sguardo l’amore che Maria Lenti porta all’umanità e ai luoghi che si fanno incontro di natura e cultura. 

Nel caso di La luna non cade, l’osservatorio si estende nel territorio delle Marche: non solo la natia Urbino, ma anche Sassoferrato, Loreto, i luoghi di villeggiatura.

L’umanità che anima le pagine del libro è varia e composita, osservata acutamente e restituita a chi legge in momenti diversi: riflessione, rievocazione, svago, ascolto, attesa, devozione, dialogo, lavoro. Che si tratti di artigianato, di ricamo, di cucina, di canto, di turismo, che sia professione o attività scelta per passatempo, per svago, per dimensione amatoriale, l’opera umana è descritta con dedizione, rispetto e amore per la ricerca. 

Chi percorre le pagine di La luna non cade prova un sentimento di riconoscenza nei confronti di le ha scritte e avverte che in esse, insieme ai luoghi e alle esistenze, respira la poesia, sia quando essa è menzionata con precisione amorevole, sia quando essa, semplicemente, sale dalle parole e dalla loro combinazione nell’architettura dello stile di Maria Lenti.

L’esergo, che svela l’origine del titolo scelto per il volume, appartiene a una voce poetica che sembra davvero illuminare i luoghi percorsi da Maria Lenti nei suoi articoli: la voce di Giacomo Leopardi. Il brano posto in esergo è tratto da Lo spavento notturno: «Egli ci ha tante stelle, che picciol danno è cadere l’una o l’altra di loro, e mille rimaner. Ma sola ha questa luna in ciel, che da nessuno cader fu vista se non in sogno.».

I titoli di alcuni articoli sono anch’essi tributi alla poesia e atti di poesia: L’odore dei ricordi, Declinato in mille luoghi, Gira gira, vince la luna, Un verso sotto l’albero e l’infinito nel cuore.

Gli omaggi alla poesia di altre autrici, altri autori, sono luci che rischiarano il percorso: oltre al già menzionato Giacomo Leopardi, appaiono Antonia Pozzi, Bertolt Brecht, Mario Luzi, Giorgio Caproni, Vittorio Sereni, Pier Paolo Pasolini, Alda Merini, Francesco Scarabicchi, l’amico poeta che Maria Lenti ringrazia per averle ricordato un passo di uno scrittore da entrambi considerato un maestro: Antonio Gramsci. 

Conclude il volume un articolo uscito nel giugno 2018 su “Sassoferrato mia”, che torna su luogo, vicende, figure del primo dei contributi qui raccolti, Andata e ritorno. Noi ragazze di ieri (apparso su “Il Corriere Adriatico” il 15 aprile 2007). Dall’articolo conclusivo riporto un passaggio che è testimonianza della prosa nitida di Maria Lenti, densa di immagini poetiche e, allo stesso tempo, efficace nella sintesi e attenta al dialogo con chi legge: «Trasparente l’aria d’estate, Sassoferrato ha gialla di ginestre la primavera, gli autunni anche con il rosso degli scotani, le sfumature degli inverni bianche di neve talora, le colline di rado smentite dalla nebbia. La città rivive in assenza. Così si torna per le mostre d’arte annuali, i convegni culturali, gli eventi di svago, gli incontri-dibattiti sulla vita lavorativa, economica, sullo stato presente dei luoghi dell’entroterra: il loro (nostro) futuro»: nel chiudere il libro rivolgo una ideale richiesta all’autrice di arricchire in futuro con successive pubblicazioni questo arioso progetto di raccolta dei suoi contributi. 

Anna Maria Curci

* La rubrica A passi di prosa raccoglie recensioni a testi di narrativa, teatro e saggistica con cui ho avuto modo di percorrere un tratto di strada, vissuto dalla prospettiva di chi legge. Di questa avventura itinerante sono testimonianza le note, tappe di un viaggio che si rinnova, appunto, “a passi di prosa”. (Anna Maria Curci)