Il 28 giugno 2026, nel bellissimo borgo di Frisa, a due passi da Lanciano (CH), si è tenuta la quarta edizione del Premio di poesia “La stanza di Denise”. Il concorso è stato ideato dai coniugi Claudia Lanci ed Enrico Di Nenno per ricordare la figlia Denise, prematuramente scomparsa nel 2003 a soli ventotto anni, in seguito a un secondo trapianto di cuore. Denise era una grande appassionata di poesia, fotografia e antropologia (scrisse due saggi sui temi delle tradizioni e dell’emigrazione inclusi nel volume di Domenico D’Angelo, Frisa, una comunità agricola in un’economia urbana, Lanciano, Quaderni della Rivista Abruzzese, 2001); fu molto attiva inoltre per la difesa dei diritti civili. Dedicandole questo premio, Claudia ed Enrico non hanno voluto soltanto onorare il ricordo della loro figlia, ma anche ricordarci il valore plurimo della poesia che, se da un lato spinge a un confronto con sé stessi, dall’altro porta a una condivisione che è un’ulteriore occasione di scoperta e di consapevolezza.
Mi sono ritrovato nella giuria di questo premio insieme alla mamma di Denise, all’amico poeta Marcello Marciani, alle docenti Sabrina Mattioli e Carla Lanci, e alla poetessa Ilaria Marfisi (vicepresidente di AIDO Gruppo intercomunale di Lanciano). Non avrei potuto sognare un miglior consesso di “cuori pensanti” con cui confrontarmi, condividendo con loro un senso assolutamente umano della poesia. Perfetta ambientazione della cerimonia di premiazione, il cortile del Palazzo Baronale Caccianini dove ha sede la biblioteca comunale che viene tenuta viva dall’amore e dalla dedizione di tre ragazze: Giulia, Asia e Federica (le vestali di quel santuario di libri). Nel concorso (aperto anche agli autori dialettali, non solo abruzzesi), particolarmente importanti sono la sezione dedicata al tema della donazione di organi (in virtù della collaborazione del Premio con l’Associazione italiana per la donazione di organi) e quella dedicata ai ragazzi che quest’anno ha visto la vittoria di due giovanissimi i quali hanno testimoniato, chi con toni intimistici e chi più giocosi, il loro entusiasmo per il potere liberatorio della parola.
Vincitrice della prima sezione è stata Beatrice Ricottilli, con una poesia dedicata a Denise, inclusa nel suo volume di recente pubblicazione Più che nel cuore. La vita raccontata (Roma, Cofine, 2026). Credo sia importante riportarne il testo:
COME FARFALLA
Ad una ad una
ho raccolto le tue parole
dai colori di cristallo
come le margherite
assiepate e sparse
lungo i fossi bui
di Spoon River
C’eri tu come farfalla
ad agitare ogni petalo
prima che la goccia di rugiada
morisse al sole
Il tuo respiro trattenuto
ha fecondato il mio
e l’introvabile s’è palesato
come il raggio luminoso e quieto
delle tue ali
E sei volata lì
tra gli attori indisciplinati
che ora recitano poesie
sullo stesso palco di legno chiaro
che profuma di sandalo e cannella.
La motivazione del premio, redatta da Marcello Marciani, ha sottolineato la «profonda intensità emotiva» e la «notevole compostezza formale» della poesia che ha un tono «quasi confidenziale, da lettera o da preghiera laica». Se da un lato «l’immagine della goccia di rugiada che muore al sole descrive con precisione una vita breve e purissima, quella di Denise, associata alla farfalla per la sua grazia fugace», dall’altro «il respiro trattenuto del suo ultimo istante “feconda” il respiro dell’autrice e le palesa l’introvabile, diventando una scintilla generativa per chi resta, un passaggio di testimone creativo e vitale».
Come una farfalla ha ricevuto anche la “Menzione del cuore”, assegnata dalla famiglia di Denise. Il “caso” vuole che sulla tomba della ragazza siano scolpite delle farfalle e che, durante la premiazione, una splendida farfalla nera striata di rosso sia stata vista volare nel cortile della Biblioteca. Ma il cuore di Denise Di Nenno, che la medicina aveva trovato “difettoso”, continua a farsi sentire, insinuando il proprio anelito di libertà nel nostro spirito fiaccato dalla “prosa del quotidiano” (cito l’ispirato discorso di apertura della presentatrice della serata, Anita Sciorra), col ritmo intenso e delicato di una sinfonia. Così scriveva in un suo componimento: «La poesia / è appannaggio di / chi cerca / l’introvabile»; in questa affannosa ricerca, Denise si dimostra la nostra miglior guida…

