Dante Cerilli, scrittore, giornalista e poeta, ha meritato il premio nazionale di poesia “Lions di Isernia – Memorial Nicola e Cinzia Di Nezza”, giunto quest’anno alla III edizione, risultando primo classificato per la sezione silloge inedita dal tema “Poesia dedicata – Graffi del tempo”, autori italiani e stranieri.
La commissione di lettura che ha selezionato l’opera meritevole dell’ambita posizone in graduatoria è composta da Ida Di Ianni (presidente, poeta), Andrea Cacciavillani (scrittore, poeta), Fernanda Pugliese (scrittrice), Angela Schiavone (poeta), Maria Domenica Santucci (poeta), Stefania Giordano (poeta), Celeste Meo (segretario).
La premiazione si terrà ad Isernia il giorno 20 giugno 2015 alle ore 16,30 nell’Aula Magna dell’ITIS “E. Mattei” – Isernia.
La raccolta di Dante Cerilli ha per titolo Tumulti e graffi in boccio accesi (Elegia di Mnemosine tra la Terra e il Cielo) – con un ricercato richiamo al poeta inglese Shelleynel titolo e all’interno – e ha colpito i giurati per la sua equilibrata compostezza classica, avendo operato, lo scrittore originario di Supino (FR), una rivisitazione dei generi metrici del passato, rapportati e calibrati all’odierna trasformazione che si è attuata nel corso del Novecento in seguito alle tante forme di sperimentazione che si sono avute, dalle avanguardie fino ai nostri giorni. Threnos, ballata, canto e mottetto – come si rileva dai testi proposti – caratterizzano l’andamento solenne e poematico della scrittura. Ma la forza dei testi, secondo un’impressione del tutto personale, sta nei sentimenti che vogliono suggerire, ricreando la memoria di quei “graffi” che il tempo porta, graffi che dapprima provocano il dolore, ma che col tempo hanno una funzione catartica di benessere universale, restituendo la statura elevata dei personaggi che essi evocano.
L’autore ci parla della Silloge e ce ne restituisce un quadro esauriente di notizie che possono essere utili ad appagare la curiosità di quanto non è del tutto percepibile dalla poesia, poiché, “compito della poesia è solo evocare – sostiene Dante Cerilli – situazioni reali o ideali che attraverso l’arte diventano patrimonio di suggestione comune”. Pertanto, A proposito di Threnos per Lilia Filip; Canto in risposta ad Adriana; Mottetto per Iulian Filip, ecco quanto:Lilia Filip era preside del liceo classico Dante Alighieri di Chişinău, Repubblica di Moldova, morta prematuramente l’8-3-2001, moglie (“fiore … al braccio”) del poeta di fama nazionale Iulian Filip (27-1-1948), i cui figli sono Adriano ed Adriana “due petali” del “fiore all’occhiello”. Sui neologismi usati: Aleteio fiume… = fiume di verità (da “a-leth”: che non si dimentica, quindi cosa vera, cosa buona), intendi che “si affida al fiume della verità e del ricordo”. A proposito di: Anafora per Giovanni Bonome. Giovanni Bonome, figlio di Antonio e di Carla Boni, è stato allievo di Dante Cerilli all’ITIS Morosini di Ferentino, classe I F (a.s. 1998-1999), morto la mattina del 9 giugno 2007 per un’imprudenza automobilistica; gli mancava di dare l’ultimo esame della triennale in Ingegneria, era nato a Supino il 24 novembre 1984. Ragazzo buono e di cuore gentile, studioso ed incline alla ricerca della conoscenza, come sapere e come verità. A proposito della Ballata per Alessio Bondatti. Alessio Bondatti era il figlio diciottenne di Gino (Ferentino, FR) e di Anna Maria Caprara (Supino, FR), che ha urtato rovinosamente sugli scogli del Circeo (San Felice Circeo, LT) e repentinamente risucchiato dalle onde e annegato il 9 luglio 2008. La morte ha richiamato l’impresa di Shelley che voleva salvarsi dal naufragio della barca colta da tempesta, nella gita marina attraverso il “Golfo dei Poeti” (tra Porto Venere e Lerici), rimanendone sopraffatto, guarda caso, proprio l’8 luglio (1822), mentre Alessio Bondatti il giorno successivo dello stesso mese, 186 anni dopo.
Alla lingua madre Dante Cerilli, in alcuni casi, commistiona anche termini in dialetto:duglio pagliarozzo = del piccolo pagliaio (nel dialetto di Supino). – a ttèra alla briglia = Espressione assunta a toponimo nella parlata popolare, nel senso: «Giù dove il torrente ha le sponde imbrigliate». – co peppo du Nelia = con Giuseppe [Toselli, figlio] di Nelia Francinelli e Sergio. – dell’eremita d’Egitto = Intendi Sant’Antonio Abate. – santanicolara = “di San Nicola” (parrocchia di nascita dell’autore): l’espressione vernacolare deriva dalla tendenza popolare a declinare al femminile tutte le parole che finiscono per “a”. – i lievi bocci conducendo = un verso di Percy Byshe Shelley dall’Ode al vento occidentale (1820).
Ed ecco qui di seguito una poesia di Dante Cerilli
Ballata per Alessio Bondatti
Non ti conoscevo
eppure mi legava
a tua madre
il filo di giochi
infantili
sui merli
della fortezza antica
e sopra il fosso
duglio pagliarozzo
le scorribande gagliarde
a ttèra alla briglia
co peppo du Nelia
Non ti conoscevo
eppure mi legava
a tuo padre
l’aria di paese
un moto d’umana
vittoria sui secoli
dell’eremita d’Egitto
(pane polenta e ciambelle
della sagra santanicolara)
e d’una musica dimenticata
d’organetto o forse l’eco
nel tempio che ti fecondava
Non ti conoscevo
ma ti penso nel vortice
dell’onda in tumulto
nel rigoglio della selvaggia
bellezza di madre
natura (ricca e di caro prezzo
per te al Circeo)
che tanto fu fatale
a Shelley travolto
tra Lerici e Porto Venere
vinto nelle sue bracciate
vigorose
Non lo conoscevo
… e Byron
pianse davanti alla
catasta che ardeva
il corpo sulla sabbia
altro dalle tue gelide rocce
Raccolte le appassite ceneri
aliterà l’azzurra primavera
lo spirito che distrugge
agita e crea e squasserà la tomba
ascolta ascolta nuovo sovviene
per te i lievi bocci conducendo
Terracina, 16 luglio 2008
2015-06-08