78 – NETTUNO

 

Nettuno (11 m slm – 36080 ab., detti Nettunesi – 71,46 kmq). A 57 km da Roma, nell’agro Pontino, sul mar Tirreno, a sud del bosco del Padiglione e alla sinistra dell’Astura.
 
IL DIALETTO DI NETTUNO:
Anzio e Nettuno: città vicine, idiomi diversi. Anzio non possiede un vero e proprio dialetto. La parlata locale, un romanesco infarcito di contaminazioni campane e del basso Lazio, si sta praticamente estinguendo insieme alla generazione più anziana, costituita da pescatori. Il dialetto – osserva il poeta Luigi Salustri – “non può essere autentico romanesco ma si accosta ad esso pur mantenendo i toni e gli accenti della lingua parlata dalle nostre parti.” E subisce, in aggiunta, l’invasione di termini stranieri. Il dialetto di Nettuno differisce molto da quello che rimane del dialetto anziate. Pur con inflessioni e vocaboli tipici del romanesco, essendo gli abitanti di origine autoctona, ha più assonanze con i dialetti dei Castelli o del basso Lazio (ad es.: alcuni casi di inversione dell’ausiliare: jo so’ detto invece dell’italiano gliel’ho detto o dell’anziate jo o’ detto). Tre soli chilometri di distanza e due idiomi quasi completamente diversi. Termini tipici del nettunese sono: jo,’ chisso, chìo.
 
  1. I vocabolari e le grammatiche
Segnaliamo di Mario Barcaglioni, A kì sì fio. Vocadizionario del dialetto nettunese, pubblicato nel 2009. Sul sito www.taurelli.it, “l’irritato Giancarlo Taurelli” scrive un resoconto della presentazione, avvenuta il 29 gennaio 2009, del
libro intitolato A kì sì Fìo di Mario Barcaglioni (84 anni):
Su questo librettucolo ho ritrovato aneddoti che raccontavano i miei genitori, soprannomi usati per distinguere anche le varie famiglie, personaggi illustri e popolari del passato che hanno fatto la storia di Nettuno, fatti e misfatti, ricordi d’epoca, canzoni e poesie nettunesi scritte da Mario Centi, modi di dire momenti storici, un ricchissimo vocadizionario nettunese-italiano e “La Marciaronda”, uno scritto composto da Vincenzo De Franceschi detto VIK vero nettunese doc “certificato” come ce ne sono pochi e tra questi modestamente anche il sottoscritto. Dopo aver letto il libro mi sembra che non ci sia più niente da dire su Nettuno, è stato detto tutto o quasi, a cominciare dal prof. Augusto Rondoni che negli anni ’80 vedevo girare con il microfono a raccogliere testimonianze su come era la Nettuno del ’900. L’ex falegname Mario Barcaglioni pensionato e novello scrittore ha catalogato tutto in A kì sì fio?: volti, aneddoti, fatti, proverbi e parole, facendo così tesoro del tempo libero da pensionato. “O sò fatto! O’ librettucolo”, ha annunciato presentandolo in nettunese. Suo padre Fernando era un operaio e lavorava al Poligono”. Mario, classe 1924, nettunese doc, una vita tra “pianuzze”, porte finestre, chiodi e martello.
 
Mario Capobianco sta lavorando [2010] per dare alle stampe la prima edizione della “Grammatica Nettunese” (curiosità – vocabolarietto dei verbi irregolari – riepiloghi – nozioni dì metrica – prontuario dei dubbi ed incertezze, proverbi, giochi, indovinelli e racconti).
 
2. I proverbi e i modi di dire
Detti paesani sono stati annotati da Augusto Rondoni e tra questi:
tiri tiri, tiribidei ognuno se ’mpicci pe’ i cazzi sei!; hanno fatto i lambadari co’ la cera dei caprari. hanno messo le fiaccole ’mpiazza e se nun sa sbrigheno annalle a levane tutti li cani ci vanno a pisciane; cori cori Frangonetti va a sparà li mortaretti e lui à corso frango frango e jè zompato l’occhio mango; quanno piove alla marina pìa lo pane e va’ ncantina. Quanno tona la mondagna pìa lo pane e va’ ncambagna.
Gianni Capobianco chiarisce l’espressione tipica nun fa ’o piloto: non fare il saccente, ostentando la propria inesistente cultura.
Un altro adagio popolare nettunense (a proposito della boria sconfitta): si’ venuto co’ ’o cavallo e te ne ritorni a piedi.
 
3. I toponimi e i soprannomi
Giancarlo Testi in un resoconto sulla presentazione del libro di Mario Bracaglioni A kì sì fio apparsa su: www.litoralesud.net, afferma:
“A kì sì fio” era la domanda che il padre delle ragazze nettunesi, faceva a tutti i “pischelli” che “bazzicavano” casa. Era un modo per controllare chi frequentava la figlia, per sapere della famiglia di origine e la risposta, il più delle volte, era un soprannome. E i soprannomi avevano una grande diffusione e una grande importanza anche perché spesso designavano anche delle caratteristiche personali. Per esempio, una volta non si sarebbe ringraziato della presenza il nuovo Priore Alfonso Gervasi, come in realtà è
stato fatto, ma si sarebbe ringraziato il nuovo Priore “mezzochilo”.
 
4. Canti – filastrocche-indovinelli – giochi – gastronomia – feste&sagre-altro
 
4.1 Canti
L’Inno dei “Belli nasi”, nota canzone del 1910 revisionata in chiave nettunese e rimusicata da Capobianco è su www.nettunocitta.it. I testi delle sue canzoni, sono consultabili anche sul sito www.giannicapobianco.it e le sue canzoni sono raccolte nel CD Che spettacolo ’sta città. La sua canzone”Nettuno che se ne va” è stata discussa in una tesi di laurea.
 
4.2 Filastrocche, indovinelli, invocazioni, scongiuri
4.3 I giochi
Una canzone di Gianni Capobianco “A Piazza Segneri”, fa rivivere la Nettuno sparita dei giochi in piazza (a mazzapicchio, coi bottoni e monete, a monte quadrato, Ciccio senza e coi scrucchi). In “Ricordi de gioventù” si parla di una felicità fatta di niente… coi capoccioni, col castagnaccio, l’albero della Cuccagna.
 
4.4 La gastronomia
 
5. I testi in prosa: il teatro, i racconti
 
6. I testi di poesia
Autore della canzone “Nettuno”, vero inno della Città e suo patrimonio musicale, Gianni Capobianco è anche poeta e le sue poesie (come ad es. quella dedicata a Daniele Bellobono) da qualche tempo stanno spopolando anche su Facebook:
Come apri e te colleghi, / ti ’o ritrovi a petturina, / co’ l’occhiali, co’ ’o cappuccio / e co’ l’aria sbarazzina. // Io lo sto a seguì da tempo, sarà più de quarche mese, / perché chello che esso legge, / lo traduce in nettunese.
G. Capobianco, è attratto dai nuovi mezzi di comunicazione (“Le regazze de facebook”: co’facebook me collego / e vedo tutte ’sse munelle / so’ sincero e nun ve nego / che so’ proprio tutte belle). E ha trovato una brava insegnante informatica come confessa nella poesia “La maestra” e alla quale dedica un’altra graziosa poesia:
E pensa’ che co’ ’sta donna, / semo amici sopre ao sito, / ma de lei io nun so gnente, / se tie’ fiji o tie’ marito (…) lei me scrive du’ parole, / io le leggio e so’ contento. Ma è “La Nettunesite” la sua vera malattia-passione che nun la po’ tenè nessuno, / perché ’sso male a noi, ce lo fa pià Nettuno.
Non difetta di una vena umoristica come in “’Na cacata!”:
Spesso, noi che vivemo a ’sto paese, / usamo di’, ’sta cosa indelicata, / ’n esclamazione tutta nettunese, / pe’ ogni cosa grossa, dimo… “’na cacata”! (…) oppure, a ’no discorso a petto a petto, / mentre che te stai a fa’, ’na chiacchierata, / pe’ da più forza, a chello che si’ detto, / ci ficcamo dentro pure… “’na cacata!” // io la so’ fatta a tanti, ’sta domanda, / ma mai nessuno, l’ha quantificata, / perciò rimane vaga, ’sta faccenda, / a quanto corisponne “’na cacata”?
In “’O baccalà” esterna il disprezzo, di chi è avvezzo a consumare pesce vivo o fresco, per quello estraneo, e oltretutto conservato: è ’no pesce, che nun bazzica ’sti mari, / che lo poi coce, in umido o in salmì, / a noi ce lo spedisceno da fori, / e te fa venì a mente ’o venerdì. // l’aroma, nun è certo sopraffino, / e dopo cotto, la pelle è come bava, / la puzza me ricorda da lontano, / la femmina, quanno nun se la lava..
 
Antologia
 
Cenni biobibliografici
Capobianco Gianni, detto “la Voce di Nettuno” dove è nato nel 1949. Nel 2005 realizza i due CD musicali Souvenir e Il Folclore con 25 brani. Ha collaborato con Alberto Sulpizi al libro Una Regina seduta sul mare, del quale ha curato il “Dizionario delle parole nettunesi”. Il Comune di Nettuno ha acquisito gran parte delle sue canzoni, divenute patrimonio culturale della città e il suo famoso brano “Nettuno” viene eseguito in ogni ricorrenza e manifestazione sportiva. Ha scritto circa 400, tra canzoni dialettali, sportive, religiose e pittoresche”. È stato anche consigliere comunale.
 
Bibliografia
Barcaglioni, Mario, A kì sì fio. Vocadizionario del dialetto nettunese, 2009.
Capobianco, Gianni, Che spettacolo ’sta città, CD, [s.l.], [s.d.].
Capobianco, Gianni, La voce di Nettuno. Manoscritto testi e midi dei brani di Nettuno, Nettuno, 2003
Luciani, Vincenzo e Faiella, Riccardo, Castelli Romani e Litorale sud. Dialetto e poesia nella provincia di Roma, Roma, Ed. Cofine, 2010
 
Webgrafia
www.litoralesud.net