77. Nerola

NEROLA (453 m slm – 1.748 ab. detti nerolesi – 18,64 Kmq. Sorge in Sabina, fra le pendici occidentali dei monti Sabini e i monti Lucretili, alla sinistra del Tevere, presso il fosso di Corese, affluente del Tevere. Il Comune di Nerola fa parte di: Comunità Montana Zona IX Monti Sabini-Tiburtini. Comuni Confinanti, A est: Scandriglia (RI); a nord: Poggio Nativo (RI), Toffia (RI); a ovest: Fara in Sabina (RI); a sud: Montelibretti, Montorio Romano

 
1. I vocabolari e le grammatiche
 
2. I proverbi e i modi di dire
 
3. I toponimi e i soprannomi
 
Etimologia (origine del nome): L’origine del nome è incerta: secondo alcuni potrebbe derivare dal latino nero o nerio con il significato di "forza". Secondo altri è legato a Nerulum in Lucania.
Località e Frazioni di Nerola: Acquaviva, Osteria di Nerola
La frazione di Acquaviva trae il suo nome dalla omonima fonte, alimentata da una sorgente sempre attiva. Posta sulla vecchia via Salaria, si sviluppò negli anni cinquanta, con la costruzione della chiesa di Santa Teresa e l’istituzione della festa dedicata alla santa.
 
4. Canti – filastrocche-indovinelli – giochi- gastronomia- feste&sagre-altro
4.1 Canti
4.2 Filastrocche, indovinelli, invocazioni, scongiuri
4.3 I giochi
 
4.4 la gastronomia

Nerola è conosciuta per la produzione dell’olio extra vergine di oliva DOP che l’ha resa famosa a livello nazionale. Tra le ricette tipiche troviamo le Stracciose delle originali fettuccine all’uovo rigorosamente fatte a mano e condite con sugo. Il segreto della loro realizzazione è nella giusta proporzione tra acqua e farina che viene tramandata di generazione in generazione.
Le ricette tipiche della cucina nerolese possono essere degustate durante le numerose manifestazioni che si svolgono durante l’anno. Tutti i sabati del mese di luglio si svolge la manifestazione "Sapori e colori di un Estate Nerolese" in cui l’Associazione Culturale Nerola (A.C.N.) proporrà la degustazione dei prodotti tipici della Sabina Romana e Reatina.
da https:////www.comunenerola.it/ alcune ricette nerolesi:
Fagioli e cicerchiole (per 4 persone), ingredienti: 500gr fagioli borlotti, odori vari (carote, cipolla, aglio e sedano), brodo a piacere, pomodoro qb, 2 uova, farina (quella che raccoglie), un pizzico di sale, tagliare gli odori, frullarli e farci un soffritto. Aggiungere poi il pomodoro e lasciar cuocere per circa 15 min. A parte far cuocere, sempre per circa 15 min, i fagioli precedentemente lasciati a bagno per 5/6 ore. Unire poi sugo e fagioli con tutta l’acqua di cottura. Aggiungere del brodo e sale qb e buttare la pasta che avrete preparato lavorando energicamente una fontana di 2 uova, 2 bicchieri di acqua, un pizzico di sale e farina quanto basta per ottenere un impasto abbastanza duro da stendere col matterello facendo una sfoglia di circa 1 mm che andrà tagliata a piccoli rombi. Far cuocere la pasta per pochi minuti e servire in un piatto fondo meglio se di cotto.
Stracciose (tipica pasta all’uovo nerolese)(per 4 persone), ingredienti: pomodoro qb, aglio e peperoncino a vostro piacere, 2 uova, farina (quella che raccoglie), un pizzico di sale. Preparare il sugo con soffritto d’aglio e peperoncino a cui aggiungerete pomodoro. A parte su una tavola di legno fare una fontana di farina con dentro 2 uova, 2 bicchieri di acqua e un pizzico di sale. Lavorare energicamente fino ad ottenere un impasto abbastanza duro che stenderete con il matterello dando vita ad una sfoglia di circa 1mm. Tagliare poi delle “fettuccine” larghe circa 2 cm e ½. Cuocere in Acqua e sale e servire con abbondante sugo in una scifetta di legno.
Cellei (tipica pasta all’uovo nerolese) (per 4 persone) ingredienti: pomodoro qb, aglio, peperoncino e basilico a piacere, 800gr di farina di grano duro, un pizzico di sale. Preparare un sugo con soffritto d’aglio e peperoncino, pomodoro e basilico. Impastare la farina con l’acqua necessaria a ricavarne un impasto non troppo duro. Lavorare dei piccoli pizzicotti di pasta con i palmi delle mani fino ad ottenere grossi “spaghetti” a sezione circolare. Cuocere in abbondante acqua salata per pochi istanti o comunque fino al grado di cottura preferito e servire con abbondante sugo aggiungendo qualche foglia di basilico fresco.
 
5. I testi in prosa: il teatro, i racconti
 
6. I testi di poesia
Francesco Mancini, nato a Nerola nel 1932 e domiciliato a Poggio Mirteto, con la poesia “Lu vicinatu meo”, ha conseguito la medaglia d’argento al Premio Mezzaluna di Poesia dialettale del 1988. Ecco il testo: Certe vote me metto a repenzane / a Nerula de quanno eremmo cichi: / ormai paru tempi antichi, / ma so na cinquantina d’anni fa. // Quanno la sera ce mettemmo a friscu, / annanzi a casa, doppu ave’ cenatu, / putii remira’ lu vicinatu / e le vuci de tutti resinti’. // Eremmo tanti; e – sarvu quache sedia – ce mettemmo assettati a ni scalini, / chi più su, chi più jò: tutti vicini / a chi più cose adea da racconta’. // Se parlava de tuttu. Lu compare / dicea de quann’ea fattu lu sordatu… / ch’era statu de guardia… ch’ea sparatu…; / s’era sarvatu; come?!… non ze sa. // Una, ’llu giornu, ea ’ncontrata na strolliga… / A villu j’eanu fattu lu malocchiu… / N’atru s’era slogatu lu ginocchiu… / Vell’atra ea dovutu baccajja’.
(adea da racconta’: doveva raccontare; strolliga: chiromante girovaga; villu: quello; Vell’atra: quell’altra)
 
Antologia
 
Cenni biobibliografici

 
Francesco Mancini, nato a Nerola nel 1932 e domiciliato a Poggio Mirteto, con la poesia “Lu vicinatu meo” ha conseguito la medaglia d’argento al Premio Mezzaluna di Poesia dialettale del 1988.
 
Bibliografia
 
webgrafia
https:////www.comunenerola.it/
https:////www.comuni-italiani.it/058/071/
https:////www.giraitalia.it/lazio/roma/8006_nerola.htm
 
ultimo aggiornamento 19-11-2011