Poesie per un anno – 493 – Ferdinando Tartaglia

Recensione di Francesco Paolo Memmo

 

Ferdinando Tartaglia (1° ottobre 1916 – 24 giugno 1988) entra in seminario nel 1932, viene ordinato sacerdote nel 1939, si laurea in teologia nel 1941. Fonda una comunità di rinnovamento e di rinascita religiosa che da Parma (sua città natale) si trasferisce prima a Genova e poi, nel 1943, a Firenze. In quello stesso anno la comunità, dove si raccolgono giovani sempre più insofferenti rispetto alla dottrina e alla pratica cattolica, viene sciolta dalle autorità religiose.
La critica radicale della moderna teologia, la predicazione “eretica” che si esprimeva soprattutto attraverso la collaborazione alla rivista «Il

Contemporaneo» dell’editore Guanda valgono a Tartaglia la scomunica, puntualmente arrivata nel giugno del 1946, ma la sua opera prosegue negli anni successivi con la partecipazione a conferenze, dibattiti, incontri e la stesura di un numero impressionante di scritti rimasti in larga misura inediti. Inedita è anche la sua imponente opera poetica, solo parzialmente antologizzata nel volume «Esercizi di verbo» pubblicato da Adelphi, per le cure di Adriano Marchetti, nel 2004.

Sono versi di rara potenza anche linguistica, con una forza polemica e profetica che nasce dallo sconforto, dalla rabbia di chi insegue continuamente un Dio che gli sfugge. E che però con quel Dio parla a tu per tu, sfidandolo.