44 – GALLICANO NEL LAZIO

GALLICANO NEL LAZIO (4821 abitanti, detti gallicanesi. A 241 m slm). Si estende su di un pianoro tufaceo che domina due vallette verdeggianti, un patrimonio ambientale di notevole valore.
Gli storici Nibby e Tomassetti avevano localizzato nell’area il territorio della tribù Scaptia, che insieme alla Maecia, si aggiunse alle più antiche tribù rustiche che formavano Roma. Il sito non è localizzabile con certezza visto che le fonti antiche indicano genericamente un territorio a sud-ovest dei Monti Albani. Lo stesso vale anche per la localizzazione in quest’area dell’antica Pedum, ricordata, da diverse fonti tra cui Plinio, insieme a Scaptia, come città che scomparì senza lasciare traccia. Varie sono state le identificazioni di Pedum: con Gallicano, Zagarolo, Colle del Pero.
Comunque Gallicano fu municipium romano. Varie sono le testimonianze archeologiche relative a quest’epoca. In località Colle di Mezzo, tenuta di Passerano, è stata scoperta una grande villa di epoca romana, con due fasi costruttive di età tardo-repubblicana e prima età imperiale. La villa, gravitante nei pressi di un tracciato viario antico, corrispondente alla via Pedana, comprendeva in epoca tarda anche una piccola area cimiteriale.
Monumenti: la Parrocchiale di Sant’Andrea, edificata prima del 1290, demolita nel 1732 e ricostruita dalla principessa Vittoria Altieri Pallavicini; il Palazzo Baronale; la Cappella di S. Maria di Cavamonte, vicina al bivio per Zagarolo. Nei pressi visibili anche i ruderi del Ponte del Fico, ad arcata unica, di epoca sillana.
 
IL DIALETTO DI GALLICANO NEL LAZIO:
  1. I vocabolari e le grammatiche
Di Gallicano abbiamo reperito appena 8 parole in internet.
 
2. I proverbi e i modi di dire
 
3. I toponimi e i soprannomi
 
4. Canti – filastrocche-indovinelli – giochi – gastronomia – feste&sagre-altro
Manifestazioni, Feste e Sagre: Feste di Sant’Antonio e Sagra del Ciambellone il 17 gennaio (con cavalcata in costume e asta delle bandiere); di S. Maria delle Grazie l’8 settembre (viene cotto nella piazza principale il vitello alla “gaucho”); Sant’Andrea Apostolo (patrono della città) il 30 novembre.
 
4.1 Canti
Nel libro di Michele Lacetera, Zagarolo, un dialetto, una cultura, un modo di essere (pp. 179-180), sono inseriti testi di canti popolari, raccolti e musicati dal maestro Goffredo Petrassi (vedi I Canti della Campagna Romana di Nataletti e Petrassi, Ed. Ricordi e C.). Questi canti contengono elementi fonetici mescidati di un’area che comprende i dialetti di Gallicano, Palestrina e Zagarolo e sono “testimonianza di un modo di sentire ingenuo ed espressione di un mondo semplice nel quale dominano, alternativamente, arguzia, rimpianto e malinconia, i temi di sempre della poesia popolare.”
 
4.2 Filastrocche, indovinelli, invocazioni, scongiuri
4.3 I giochi
 
4.4 La gastronomia
La tradizione culinaria è quella tipica laziale: cannelloni, fettuccine lasagne, pomodori al riso. Da segnalare il forno Sordi che durante la festa di Sant’Antonio Abate prepara i tipici ciambelloni di Sant’Antonio. Il forno anticamente era a legna e si trovava nel vicolo del Forno. Il lunedì e il venerdì si faceva il pane nero e si cucinava una zuppa di fagioli nella quale si inzuppava una fetta di pane e la si condiva con olio e pepe. La domenica le donne portavano le teglie per far cuocere i brutti e buoni, dei biscotti a base di chiara d’uovo e nocciole.
 
5. I testi in prosa: il teatro, i racconti
 
6. I testi di poesia
 
Antologia
 
Cenni biobibliografici
 
Bibliografia
Luciani, Vincenzo, Le parole recuperate. Poesia e dialetto nei Monti Prenestini e Lepini, Roma, Ed. Cofine, 2007
 
 
Webgrafia