14- BRACCIANO

 

Bracciano (280 m slm – 13.436 ab., detti braccianesi). A 39 km da Roma, è situato su un colle che domina l’omonimo lago di origine vulcanica, il quale ha un’estensione di 57.500 kmq e una profondità massima di 165 metri. La parte storica del paese è composta da quattro rioni: Borgo, Cartiere, Monti e Stazione. La superficie territoriale è di circa 145 Kmq e comprende cinque frazioni: Castel Giuliano, Pisciarelli, Sambuco, Vicarello e Vigna di Valle.
 
IL DIALETTO di Bracciano:
  1. I vocabolari e le grammatiche

Presentato un dizionario del dialetto braccianese di Giovanni Orsini. Il lavoro edito per Tuga Edizioni presentato sabato 26 ottobre 2013 a Bracciano per una iniziativa della Associazione Forum Clodii ed il patrocinio del Comune di Bracciano è molto più che una semplicve raccolta di lemmi locali ormai destinati all’abbandono. E’ un ritrovare se stessi, è riscoprire, anche con un po’ di goliardia, le proprie radici e la propria identità. Prove ne sia il fatto che ad affiancare Orsini sono intervenuti vari braccianesi doc, da Massimo Mondini a Sergio Amici tra gli altri.

Interessanti le note riguardanti le origini del dialetto braccianese che risulta “influenzato da correnti linguistiche provenienti dalla Tuscia Viterbese, dalla Toscana meridionale, dall’Umbria occidentale, dall’Abruzzo e dalla Marche”.

Molti i lemmi derivanti dalla lingua francese che si rifanno al periodo napoleonico. La sapienza popolare traspare poi dalla non esaustiva raccolta di proverbi che chiude il volume. Detti e motti in gran parte comuni al comprensorio del lago di Bracciano. Tra quelli “meteorologici” citiamo: “Quann’è nuovolo a Maccarese, pija la zappa e va’ ‘r paese”.

2. I proverbi e i modi di dire

 3. I toponimi e i soprannomi
 
  1. Canti – filastrocche-indovinelli – giochi – gastronomia – feste&sagre-altro
Feste e sagre. Festa Patronale di San Sebastiano (20 gennaio). Fiera dei Terzi (1 maggio, 13 dicembre). Festa dell’assedio (in costume, luglio-agosto). Sagra della Carne Maremmana (22-24 agosto) bagnata col tipico vino Sabatino. Festival Improvvisazione Contadina (fine settembre) con stornellatori, poeti a braccio e cantastorie.
4.1 Canti
4.2 Filastrocche, indovinelli, invocazioni, scongiuri
4.3 I giochi
4.4 La gastronomia
 
5. I testi in prosa: il teatro, i racconti
 
6. I testi di poesia
Bruno Fiorentini, nato a Capranica (VT) vive lavora a Bracciano ma è poeta in romanesco di prolifica vena. Esordisce poeticamente nel 1997 con Guasibbibbia, ancora inedita, un’interpretazione semiseria del sacro testo in sonetti romaneschi (presenti in tutte le sue opere). Da allora ha pubblicato sonetti satirici di commento ai fatti grandi e piccoli tratti dalla cronaca nel volume Una botta… e via! (2002). Altra ponderosa opera è stata la raccolta, sempre in sonetti, Storia semiseria de Roma Antica (2007). Guasibbibbia è nata per scherzo: un sonetto buttato giù per caso e poi Fiorentini è andato avanti, fermandosi al numero 257° + 1 a mo’ di conclusione. La scelta del romanesco è da lui giustificata per la capacità di esprimere “vicende remote che hanno quasi il sapore della favola e che assumono spesso
toni surreali, drammatici, grotteschi. In una lingua briosa, spigliata, estremamente concreta ed espressiva, capace di sdrammatizzare qualsiasi avvenimento e riportarlo alla sua naturale dimensione umana”. Dichiarata è poi la dipendenza dal modello pascarelliano della Scoperta dell’America.
Ecco, ad esempio, l’ultimo sonetto, “Concrusione”:
Co st’esempio de fede accosì tosta / metto l’abbiffa ar Vecchio Testamento. / Su’ Eternità concedi er ‘nulla-osta’: / ho messo solo er sale a l’argomento. // Sò stato bravo? All’antri la risposta / e, in de sto caso, abbasta un comprimento. / Ho fatto male? Nun l’ho fatto apposta. / Ve chiedo scusa e giuro che me pento. // La parolaccia? Mo s’impara a scòla! / Sò sicuro che Dio nun fa ’na piega / e sta mi’ ‘Guasibbibbia’ je sfaciola. // Dirà: ”La mia chi se la legge? Brega? / È ’na pizza e ce vò la cariola” / L’antri pònno rugà… Chi se ne frega!
(abbiffa: fine; Brega: personaggio immaginario; rugà: brontolare, risentirsi).
In Storia semiseria de Roma Antica si nota un’accresciuta abilità nella composizione dei sonetti che scorrono godibili dal primo al 211°. E il primo è dedicato a “L’antenati, ovverosii: ‘li mortacci nostri’”:
La storia principiò, si come sanno / inzin li pupi da le prime pappe, / co Enea trojano, poi ch’annò freganno / pe mezzo monno e qui posò le chiappe. // Indificile a disse er come e er quanno / fra momenti de gloria e lippe-lappe; / er sor Virgijo ce sudò quarch’anno
/ a spreme er sugo e rinnaccià le tappe. // Je faceva bon gioco padre Enea / pe coprì le vergogne co la foja: / fàsse razza d’eroi, fiji a ’na dea. // Ma gratta gratta, e taja, e cala, e sbroja, / in fonno se vantaveno a l’idea / de venì – penza un po’! – da ’na gran… Troja.
(freganno: girovagando; lippe-lappe: paura, tremarella).
In Una botta… e via! (vedi anche in Antologia “La tramontana”), così descrive “Er compiùtere”: Fa tutto lui, ciavesse cento mane! / nun è, però, che parte come un tramme: / rùmica, sghigna… cento cose strane / e pe mezz’ora se smucina er ‘ramme’.
 
Antologia
 
BRUNO FIORENTINI

La tramontana

Uh, che brutt’aria! Tira ’na giannetta

ch’ha ripulito er celo come un osso;
cominciò jerassera, malignetta,
e d’ora in ora er vento viè più grosso.
                        È ’na lama de gelo che t’affetta.
                        Brrr… me sento un gricciore tutt’addosso
                        e sto a sbatte brocchetta co brocchetta;
                        er naso… er naso è un peperone rosso.
Mo ruga a voce bassa ne la macchia;
mo s’arinterza e scote la marana:
scrocchia ’na rama secca, una se scacchia.
                        Durerà? Sai com’è la tramontana!
                        Tre giorni… Doppo poi smette o aricacchia;
                        ma intanto chi l’aregge sta buriana?
 
 
Cenni biobibliografici
Fiorentini Bruno, nato a Capranica (VT) il 28 gennaio 1942, vive a Bracciano (Roma) dove ha svolto per molti anni la professione di insegnante. Laureato in lettere antiche ha da sempre manifestato la sua grande passione per la cultura romana frequentando circoli e associazioni dediti alla valorizzazione della letteratura e del vernacolo. Ha pubblicato Una botta… e via! (2002) e Storia Semiseria de Roma Antica (2007). Ha scritto un’opera in sonetti sulla Bibbia: “Guasibibbia”, ancora inedita.
 
Bibliografia
Fiorentini, Bruno, Una botta… e via! A chi tocca nun s’ingrugna, Roma, Pagine, 2002.
Fiorentini, Bruno, Storia semiseria de Roma Antica, Viterbo, La Caravella Editrice, 2007.
Fiorentini, Bruno, Guasi Bibbia, manoscritto su CD, s. d.
 
Webgrafia

 ultimo aggiiornamento 26 ottobre 2013